Clivio, bloccati alla frontiera con 30 chili di porcini raccolti in Ticino: rischiano una multa da 10 mila franchi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Trenta chili di funghi porcini stipati nel bagagliaio di un Suv con targhe italiane. È quanto hanno scoperto i collaboratori dell'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini durante un controllo effettuato sabato 5 settembre, intorno alle 14, nei pressi del valico di Ligornetto, in territorio elvetico, al confine tra Svizzera e Italia. A bordo del veicolo viaggiavano due uomini di nazionalità italiana, entrambi fermati dagli agenti impegnati in un servizio mobile in uscita.

Un quantitativo cinque volte oltre il limite

La normativa cantonale ticinese in materia di raccolta dei funghi, risalente al 30 maggio 2005, fissa un tetto massimo giornaliero di tre chili per persona. Per i due uomini, quindi, il limite complessivo consentito era di sei chili. Il carico rinvenuto nel veicolo superava di cinque volte tale soglia. Secondo quanto ricostruito, i due hanno dapprima dichiarato di aver raccolto il bottino in Germania, dove la legislazione prevede limiti differenti, per poi ritrattare e ammettere di averlo prelevato in Ticino.

La normativa ticinese e le sanzioni previste

La legge cantonale non si limita a contingentare il quantitativo giornaliero. Essa vieta espressamente la raccolta notturna, consentita soltanto dalle ore 7 alle ore 20, e proibisce tanto la raccolta organizzata a scopo di lucro quanto la distruzione intenzionale delle specie fungine non oggetto di prelievo. La raccolta, si legge nel testo normativo, deve avvenire nel pieno rispetto dello spazio vitale dei funghi e dell'ambiente naturale. Per chi contravviene alle disposizioni è prevista una multa massima di 10.000 franchi svizzeri, pari a circa 10.500 euro.

I due uomini sono stati denunciati all'Ufficio della natura e del paesaggio del Dipartimento del territorio per presunta infrazione alla legge cantonale concernente la raccolta di funghi.

Il sequestro e la destinazione del raccolto

I trenta chili di porcini sono stati sequestrati dalle autorità elvetiche. Il quantitativo è stato successivamente donato a una casa di riposo della zona, evitando che il prodotto deperibile andasse perduto. La vicenda ripropone una questione ricorrente lungo il confine italo-svizzero, dove la disparità tra le normative dei due Paesi e la diversa disponibilità di funghi nei boschi spinge alcuni cercatori a superare i limiti previsti dalla legge ticinese.

Precedenti e controlli lungo il confine

Non si tratta di un episodio isolato. Nel settembre 2023 la Polizia cantonale aveva sanzionato tredici persone, tra cui dodici cittadini italiani e uno svizzero, per aver superato il quantitativo massimo consentito. In quell'occasione erano stati sequestrati 33 chili di funghi e comminate multe per un totale di 2.700 franchi. Anche in quel caso il raccolto sequestrato era stato devoluto a strutture residenziali per anziani.

I controlli lungo i valichi di confine, intensificati negli ultimi anni, hanno aumentato il rischio di incorrere in sanzioni per chi tenta di introdurre quantitativi eccedenti i limiti stabiliti dalla normativa elvetica.

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