I giovani leghisti a Pontida: Vannacci moderato, noi no, cori contro Calenda e Forza Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre si prepara il tradizionale raduno, il pratone di Pontida è stato animato dall’arrivo dei giovani della Lega, i quali hanno intonato cori e dispiegato striscioni che ribadiscono, senza mezzi termini, l’identità del partito. Tra i refrain più cantati, quello che recita «Vannacci è un moderato, noi no», un chiaro segnale di come una parte della base giovanile si distanzi, almeno tonalmente, dal generale e si riconosca in un posizionamento più radicale. Le parole d’ordine, del resto, hanno toccato i temi classici dell’identitarismo leghista: la difesa dei confini, l’opposizione all’immigrazione e la visione di un’Europa dalle radici cristiane, in antitesi a qualsiasi deriva che venga percepita come islamizzante.

Le proteste non si sono però limitate alle questioni ideologiche generali, ma hanno avuto un bersaglio politico preciso in Carlo Calenda. La presenza del leader di Azione all’evento dei giovani di Forza Italia a San Benedetto del Tronto, lo scorso weekend, non è stata digerita. Attraverso un megafono, un militante ha lanciato pesanti insulti verso Calenda e verso quelli che ha definito «quei quattro sfigati incamiciati in spiaggia» che lo applaudivano, concludendo con un secco «vaffanculo» e un ultimatum: «Devono decidere se stare con noi o contro di noi».

L’episodio, al di là della volgarità della forma, delinea una frattura netta all’interno del centrodestra, o quantomeno una forte insofferenza da parte dell’ala giovanile leghista verso quelle forze considerate troppo centriste o moderate. L’invito a Forza Italia a scegliere da che parte stare – «o con noi o contro» – suona come una richiesta di chiarimento e di purezza politica, indicando che certi flirt tra alleati di governo non sono visti di buon occhio da piazza.

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