Pontida, la Lega celebra se stessa tra canti, bandiere e il dualismo Salvini-Vannacci
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Redazione Interno
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C'è un rito, per la Lega, che non conosce declino: quello del raduno annuale di Pontida, dove domenica 21 settembre sono confluiti, ancora una volta, migliaia di militanti per ascoltare i propri leader e rinnovare un senso di appartenza che, a giudicare dalle parole dell'europarlamentare Paolo Butti, è più vivo che mai. "Oggi si respirava identità", ha commentato, sintetizzando l'atmosfera di una giornata che ha mescolato la dimensione folkloristica – fatta di cori, bandiere e cappellini – a quella più strettamente politica, con annunci e prese di posizione che suonano come un manifesto, nonostante il partito sia al governo.
Sul palco, infatti, Matteo Salvini ha tuonato contro un'Europa vista come minaccia, rilanciando il suo "no all'esercito e al debito europeo", in un discorso che sembrava voler recuperare toni da opposizione. Una retorica che, però, deve fare i conti con la complessa architettura di potere all'interno del partito, dove il dualismo con il vice Roberto Vannacci è destinato a diventare un vero tormentone. I due, sebbene formalmente alleati, hanno occupato spazi distinti: Salvini insediato saldamente a destra, ma al tempo stesso puntellato dall'ala federalista rappresentata da Attilio Fontana, il cui intervento ha rimarcato con forza le radici territoriali del movimento.
La figura di Vannacci, tuttavia, ha finito per catalizzare l'attenzione, non solo per la sua performance canora – un inaspettato karaoke di "Generale" di De Gregori a mezzanotte, in compagnia dei giovani leghisti veneti – ma soprattutto per le sue dichiarazioni più controverse. Il generale, infatti, ha affermato senza mezzi termini che "il giuramento di Pontida andrebbe insegnato nelle scuole, così come andrebbero insegnati ai ragazzi chi sono stati gli eroi della Decima Mas". Una provocazione, la sua, giustificata con la convinzione che i giovani d'oggi ignorino questi "eroi" mentre conoscono Greta Thunberg, "che non ha combinato nulla".




