Al congresso della Lega si vota per acclamazione Salvini, mentre Vannacci fa il suo ingresso
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Redazione Interno
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Firenze, seconda giornata di lavori alla Fortezza da Basso, dove la Lega è riunita per il suo congresso nazionale. Matteo Salvini, seduto in prima fila, attende la proclamazione a segretario, che avverrà quasi certamente per acclamazione, senza sorprese. Intanto, tra i presenti spicca l’arrivo di Roberto Vannacci, l’eurodeputato indipendente eletto con il Carroccio, il cui ruolo futuro nel partito resta da definire ma che già desta attenzione.
La giornata, aperta dal presidente dell’assemblea Giancarlo Giorgetti, prevede la presentazione delle mozioni – ben 17 – che toccano temi diversificati, dall’autonomia differenziata alla giustizia, passando per sicurezza, infrastrutture e scuola. A illustrarle saranno Armando Siri, coordinatore dei dipartimenti del partito, e il deputato Alberto Gusmeroli. Non è escluso un messaggio in video della premier Giorgia Meloni, mentre ieri, inaspettato, era arrivato il collegamento di Elon Musk, figura simbolo dell’imprenditoria globale.
Ma è l’intervento di Marine Le Pen, leader del Rassemblement National francese, a suscitare maggiore eco. La Le Pen, condannata in primo grado per appropriazione indebita di fondi pubblici e dichiarata ineleggibile per cinque anni, ha denunciato un «attacco violento» contro di lei, ribadendo la vicinanza ideologica con la Lega. Un passaggio che, seppur breve, ha riportato l’attenzione sul tema delle alleanze sovraniste in Europa.
Intanto, fuori dai discorsi ufficiali, si nota la tensione con Forza Italia, dopo le dichiarazioni di alcuni esponenti azzurri contrari a un eventuale ritorno di Salvini al Viminale. «Forza Italia può dire le sue cose, il congresso della Lega dice quello che pensa la Lega», ha replicato asciutto Riccardo Molinari, evitando di approfondire uno scontro che per ora rimane sottotraccia.




