Pakhshan Azizi, attivista curda, condannata a morte
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La Corte Suprema iraniana ha confermato la condanna a morte di Pakhshan Azizi, un'attivista curda di 40 anni, detenuta nell'ala femminile della prigione di Evin a Teheran. Azizi, arrestata nell'agosto del 2023, è stata condannata a morte a giugno per "ribellione". La notizia, diffusa da alcuni gruppi per i diritti umani, ha suscitato profonda preoccupazione a livello internazionale.
Azizi, originaria di una cittadina curda, è diventata un simbolo della resistenza contro il regime degli ayatollah. La sua detenzione e la successiva condanna a morte sono state segnate da gravi lacune nel processo giudiziario, come sottolineato da diverse organizzazioni per i diritti umani. La prigione di Evin, dove è detenuta, è tristemente nota per le condizioni dure e le violazioni dei diritti umani.
La conferma della condanna a morte di Azizi arriva poche ore dopo il rilascio di Cecilia Sala, una giornalista italiana detenuta nella stessa prigione, in cambio della liberazione dell'ingegnere iraniano Mohammad Abedini Najafabadi. Questo scambio ha riacceso l'attenzione internazionale sulle condizioni dei detenuti politici in Iran e sulle pratiche giudiziarie del regime.
Azizi, la cui condanna è stata definita una "vergogna" dagli attivisti, rischia ora l'esecuzione imminente. La sua situazione è diventata un punto focale per le campagne internazionali che chiedono un intervento deciso a livello diplomatico per salvare la sua vita.




