Un secolo senza Kafka: un viaggio tra verità e mito
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Franz Kafka, uno degli scrittori più influenti del XX secolo, è stato ricordato in occasione del centenario della sua morte. Lo scrittore Giorgio Fontana è stato ospite di Cult, il quotidiano culturale di Radio Popolare, per parlare del suo libro “Kafka. Un mondo di verità” edito da Sellerio Palermo.
L'incanto di Kafka
Fontana, nelle prime righe della sua prefazione, ci chiarisce il punto di partenza: Kafka, anche cent'anni dopo la sua morte, non ha perso un'oncia di fascino. Questo è già un problema. Kafka, infatti, continua a esercitare un forte fascino sul pubblico, nonostante il passare del tempo.
L'esperienza alle Generali
Kafka ha lavorato per le Assicurazioni Generali per meno di dieci mesi. Entrato il 2 ottobre 1907, grazie a importanti raccomandazioni e con la vaga speranza di viaggiare per lavoro e lasciare la sua Praga, per la quale provava crescente insofferenza; invece non viaggiò, restò anzi chiuso in ufficio nella filiale praghese della compagnia triestina. Gli orari di lavoro troppo estesi gli impedivano di coltivare la sua vocazione di scrittore.
Il grande indagatore degli incubi
Franz Kafka, lo scrittore indagatore degli incubi e delle grandi tragedie del Novecento, scomparso esattamente un secolo fa, a Kierling, presso Vienna, il 3 giugno 1924, continua a sorprendere. Fino a non troppi anni fa mancava una biografia completa e accurata. A rimediare era stato già, nel 1987 Pietro Citati, per Rizzoli; oggi, è stato Reiner Stach, studioso tedesco dell’opera kafkiana, che ha dedicato 18 anni della sua vita a quest’impresa.
Questo centenario della morte di Kafka ci offre l'occasione per riflettere sulla sua eredità e sul suo impatto duraturo sulla letteratura mondiale. La sua opera continua a essere una fonte di ispirazione e di riflessione, un secolo dopo la sua morte.




