Ricerca di Martina Lattuca, sommozzatori testano metodi avanzati alla Sella del Diavolo
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Redazione Interno
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Una settimana dopo la sua scomparsa, avvenuta lungo il sentiero della Sella del Diavolo, di Martina Lattuca non è stata ancora trovata alcuna traccia. Le operazioni, che proseguono senza sosta, hanno visto questa mattina un impiego particolare di uomini e mezzi, i quali, unendo l'addestramento alla sperimentazione, hanno scandagliato tratti di mare finora non esplorati. Gli specialisti del Nucleo di Soccorso Subacqueo e Acquatico dei Vigili del Fuoco di Cagliari hanno infatti condotto un'esercitazione nelle acque antistanti la costa, laddove, nei giorni scorsi, si erano già concentrate le prime indagini.
L'addestramento come fase operativa
L'attività di questa giornata, formalmente definita di addestramento, ha assunto un carattere marcatamente operativo, configurandosi come una nuova, meticolosa perlustrazione dell'area. Le due squadre di sommozzatori, muovendosi con le loro imbarcazioni, non si sono limitate a ripetere procedure standardizzate; hanno piuttosto messo in campo, come accade in simili frangenti, tecniche e dispositivi di ultima generazione, mirando a coprire una porzione di fondale differente e più a sud rispetto al punto in cui erano stati rinvenuti gli effetti personali della quarantanovenne.
La sperimentazione di nuovi approcci
Data l'assenza di risultati positivi dalle ricerche sottocosta, gli specialisti hanno deciso di testare metodologie avanzate per estendere la campagna di investigazione marina. Si è trattato, in sostanza, di approfittare della sessione addestrativa per validare sul campo approcci investigativi sperimentali, i quali, sebbene non abbiano purtroppo condotto a esiti concreti nel caso specifico, rappresentano un elemento di evoluzione nelle procedure di soccorso. L'impiego di tali mezzi speciali, del resto, dimostra come le indagini proseguano su più fronti, senza trascurare alcuna possibilità.
La persistenza delle operazioni
Il lavoro silenzioso e complesso dei vigili del fuoco di Cagliari continua, pertanto, a svolgersi su un doppio binario: da un lato, la necessità di mantenere alta la preparazione del personale attraverso esercitazioni realistiche; dall'altro, l'imperativo di non abbandonare la ricerca di Martina Lattuca. L'aver concentrato l'addestramento proprio in quell' tratto di mare non è una coincidenza, bensì la prova di una volontà tenace di lasciare nulla d'intentato, esplorando ogni potenziale scenario con il massimo delle risorse tecniche e umane disponibili.




