Torino, bambino di 5 anni investito: il legale di Camilla D’Alessandra respinge l’accusa di vendetta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’avvocato Cristian Scaramozzino, difensore di Camilla D’Alessandra, la ventiquattrenne fermata dai carabinieri a Torino, ha fornito la versione della sua assistita sull’investimento di un bambino di cinque anni avvenuto sabato 26 settembre. La giovane è accusata di tentato omicidio e lesioni personali aggravate dopo essersi allontanata dal luogo dell’impatto. Secondo il legale, incontrato nel carcere Lorusso e Cutugno, la donna è «scioccata, traumatizzata» e l’urto non è stato «assolutamente un gesto voluto».

La ricostruzione fornita dalla difesa

Scaramozzino ha spiegato che, poco prima dell’episodio, vi era stata una lite tra la ragazza e il suo fidanzato, il quale sarebbe stato visto in compagnia di un’altra donna, identificata come madre del piccolo. La ventiquattrenne avrebbe seguito la coppia proprio per chiedere un ulteriore chiarimento, sentendosi «presa in giro» e «ridicolizzata» dall’atteggiamento dell’uomo, che si era allontanato.

Secondo la versione difensiva, giunta all’incrocio tra via Pinelli e via dell’Industria, la giovane avrebbe frenato all’improvviso, sbandando e urtando un’auto in sosta; in quel frangente avrebbe colpito involontariamente anche il bambino che si trovava a piedi con i familiari.

Le condizioni del piccolo ricoverato

Il minore è attualmente ricoverato nel reparto di Chirurgia dell’ospedale infantile Regina Margherita. I sanitari hanno riscontrato un trauma addominale e toracico, con una prognosi compresa tra i 30 e i 40 giorni. Il bambino non è in pericolo di vita ed è sempre rimasto vigile durante le fasi del soccorso e del trasporto in ospedale. La dinamica esatta dell’accaduto è ancora al vaglio degli inquirenti, che stanno effettuando i rilievi tecnici per ricostruire la traiettoria del veicolo e la posizione esatta delle persone coinvolte al momento dell’impatto.

Il quadro giudiziario e i prossimi passi

L’udienza di convalida del fermo è attesa per la giornata di domani. Il difensore ha precisato che al momento non è ancora pervenuto l’avviso di fissazione dell’udienza e che quindi l’imputazione formale del pubblico ministero non è stata notificata. La ventiquattrenne, originaria di Nichelino, resta a disposizione dell’autorità giudiziaria nel carcere torinese in attesa degli sviluppi processuali, mentre proseguono le indagini coordinate dalla Procura per chiarire ogni aspetto della vicenda.

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