Cash difende Sinner e Swiatek: "La loro grandezza va accettata, non sono imbroglioni"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’edizione 2025 di Wimbledon ha registrato un episodio senza precedenti: per la prima volta nella storia del torneo, i vincitori del singolare maschile e femminile, Jannik Sinner e Iga Swiatek, avevano entrambi affrontato in passato sospensioni per doping, seppur per contaminazioni accidentali. Un fatto che ha scatenato polemiche, soprattutto sui social e su alcuni media britannici, tra cui il Telegraph, con accuse pesanti rivolte ai due campioni.

A prendere le loro difese è stato Pat Cash, ex tennista australiano trionfatore a Wimbledon nel 1987, che non ha usato mezzi termini per smontare le critiche. "Ho letto un sacco di sciocchezze online, gente che definisce Sinner e Swiatek ‘imbroglioni’", ha detto Cash, sottolineando come in entrambi i casi si sia trattato di sostanze rilevate in tracce minime, senza alcun vantaggio competitivo. "A volte un positivo non significa doping intenzionale – ha aggiunto – e loro ne sono la prova".

Tra i più accesi detrattori di Sinner c’è Nick Kyrgios, sempre pronto a lanciare frecciate sui rivali, che ha alimentato il dibattito definendo "sospetta" la carriera dell’italiano. Cash, però, ha ribattuto con durezza: "Kyrgios dovrebbe guardare ai fatti prima di parlare. Jannik è un campione, punto". Anche Swiatek, che nel 2024 aveva scontato una breve squalifica per un metabolita del clostebolo, è stata difesa dall’australiano, che ha ricordato come la polacca abbia sempre dimostrato "limpidezza e professionalità".

Non è mancato un intervento, seppur indiretto, di Federica Pellegrini, che in passato aveva espresso solidarietà a Sinner. La nuotatrice, bersaglio di critiche per la sua posizione, ha postato su Instagram un video ironico in cui simula un gruppo di sostegno per chi "resistesse agli hater". Un modo per sdrammatizzare, ma che conferma quanto il tema doping, quando tocca atleti di successo, divida l’opinione pubblica.

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