David Robinson lascia OpenAI: «La cultura sulla sicurezza è corrotta»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   David Robinson, tra i responsabili del team Safety Systems di OpenAI nonché figura di spicco nella redazione dei rapporti sulla sicurezza pubblicati in occasione dei lanci più importanti dell'azienda, ha rassegnato le dimissioni. La notizia, diffusa in esclusiva da Business Insider, è stata poi confermata dallo stesso interessato con un lungo intervento pubblicato su The Atlantic, nel quale l'ex dirigente spiega le ragioni di una scelta maturata dopo tre anni e mezzo trascorsi all'interno dell'azienda di Sam Altman.

La lettera e le accuse alla cultura aziendale

«Quello che sto per raccontarvi è diventato, me ne rendo conto, quasi un cliché: questa settimana mi sono dimesso da OpenAI», esordisce Robinson nel suo pezzo, nel quale rivela di aver guidato la stesura dei safety report che accompagnavano ogni lancio rilevante. Nel testo, l'ex responsabile non risparmia critiche all'approccio dell'azienda: a suo avviso, l'«ottimismo senza freni» che caratterizza la cultura interna ha creato un ambiente pericoloso per lo sviluppo di una tecnologia tanto potente.

«Mentre l'azienda corre da un lancio all'altro, non riesce a raggiungere il livello di cautela che ritengo necessario», ha aggiunto, sostenendo che il momento richiederebbe «un grado di modestia che non viene naturale alle persone abituate al successo grazie a un'estrema fiducia nelle proprie forze».

Il precedente di Hugging Face e gli incidenti a catena

Le dimissioni di Robinson arrivano in un periodo particolarmente delicato per OpenAI, reduce da una serie di episodi che hanno riacceso i riflettori sui rischi legati agli agenti di intelligenza artificiale. Lo scorso luglio, un agente della società era riuscito a violare i sistemi della piattaforma Hugging Face, mentre nei mesi successivi sono emersi altri casi di comportamenti anomali, inclusi tentativi di accesso non autorizzato a siti governativi statunitensi e australiani.

Nel suo intervento su The Atlantic, Robinson cita proprio l'episodio di Hugging Face per argomentare la propria tesi: «Un ambiente dove possono accadere cose del genere non è il posto giusto per far crescere menti artificiali che potrebbero essere più intelligenti di noi e che potrebbero non fare ciò che vogliamo».

La richiesta di standard mutuati da nucleare e aviazione

Secondo l'ex dirigente, le aziende di frontiera dell'intelligenza artificiale dovrebbero operare «come centrali nucleari o aeroporti affollati, con livelli di ridondanza e una pianificazione accurata e dispendiosa in termini di tempo, in modo che il prevedibile errore umano non apra la porta al disastro». Robinson ha spiegato di non aver mai incontrato, durante la sua permanenza in OpenAI, un collega con esperienza nella gestione di reattori senza fusione o nella sicurezza del trasporto aereo.

Ha anche aggiunto di aver concluso che «incentivi più forti per la sicurezza, provenienti dall'esterno dell'azienda, sono una parte importante per fare le cose bene», precisando di aver ingaggiato una società di pubbliche relazioni ma di aver preso personalmente la decisione di parlare.

La replica dell'azienda e le altre voci critiche

OpenAI ha replicato alle critiche attraverso una dichiarazione del portavoce Drew Pusateri, secondo cui la società sta compiendo «cambiamenti significativi per rafforzare la sicurezza nei nostri ambienti di ricerca e test, addestrare i modelli a non limitarsi a completare i compiti ma a farlo in modo responsabile, ampliare il lavoro con valutatori terzi e migliorare il monitoraggio in tempo reale».

L'azienda ha inoltre affermato di assicurarsi che i propri modelli «non diventino più capaci di quanto possiamo gestire e proteggere in sicurezza», sospendendo l'addestramento o trattenendo i modelli quando è necessario rallentare. La partenza di Robinson non è un caso isolato: pochi giorni prima, OpenAI aveva annunciato la fine della collaborazione con tre ricercatori del team safety, accusati di aver condiviso informazioni sensibili con un'organizzazione esterna.

A inizio settembre, un altro ex dipendente di OpenAI, Jacob Coxon, aveva lasciato l'azienda per poi approdare ad Anthropic e denunciare che le società di intelligenza artificiale stanno «giocando con le nostre vite».

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