Docente aggredito a Torino, Valditara: «Tolleranza zero»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un professore di 52 anni, Bruno Vadalà, è stato aggredito da un suo alunno minorenne all'interno dell'istituto Carlo Grassi di Torino e ha riportato la frattura del setto nasale, con una prognosi di 30 giorni. Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha sentito il dirigente scolastico per esprimere la propria solidarietà al docente e ha parlato di «tolleranza zero» contro la violenza nelle scuole, definendo l'aggressione a un insegnante un atto gravissimo.

Dall'interrogazione ai calci e ai pugni: come si è svolta l'aggressione

Tutto è cominciato al termine di un'interrogazione, mentre il professore stava ancora valutando quale voto assegnare allo studente, iscritto al secondo anno delle superiori. È lo stesso docente a raccontare i momenti dell'aggressione: «Mentre cercavo di capire che valutazioni gli dovevo dare, mi ha tirato un pugno, cioè con le due braccia unite, e lui mi ha tirato, oltretutto, una sedia in testa, mentre io ero lì per terra». Vadalà ha parlato di una violenza immotivata e ha raccontato la propria amarezza, perché con quel ragazzo aveva anche lavorato per aiutarlo nello studio.

Dopo i colpi, l'insegnante è stato trasportato in ambulanza all'ospedale Giovanni Bosco, dove è stato classificato in codice verde e dove i medici hanno accertato la frattura del naso. I carabinieri sono intervenuti nella scuola e hanno accompagnato il minorenne in caserma, dove è stato denunciato per lesioni. Trattandosi di un minore, il procedimento seguirà le regole della giustizia minorile, che prevedono percorsi diversi rispetto a quelli applicati agli adulti.

Le parole del ministro e le norme sulla violenza contro il personale scolastico

Nella nota diffusa dal ministero, Valditara si è detto «profondamente addolorato e amareggiato per quanto accaduto» e ha aggiunto che «la violenza nelle scuole è inaccettabile e va contrastata con la massima fermezza». Il ministro ha rivolto la propria vicinanza non soltanto al professore, ma anche a chi lavora e studia nell'istituto torinese, dopo un episodio che si è consumato davanti agli altri alunni di una classe.

Il quadro normativo sulle aggressioni a chi lavora nelle scuole si è rafforzato con la legge numero 25 del 4 marzo 2024, nota come legge Sasso. Il testo ha introdotto un'aggravante comune per i reati commessi contro il personale scolastico e ha previsto un aumento di pena fino alla metà per oltraggio e violenza a pubblico ufficiale quando l'autore è un genitore o un tutore dello studente. La stessa legge ha istituito l'Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico, incaricato di monitorare gli episodi di violenza ai danni di docenti, dirigenti e personale amministrativo.

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