Dzeko e Gosens, la coppia che rinasce a Firenze: l’affondo di Mancini e il nodo Gudmundsson

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’arrivo di Edin Dzeko alla Fiorentina non è solo una questione di palle gol e centimetri – quelli che il bosniaco, con i suoi 193 cm, sa sfruttare con intelligenza – ma anche di equilibri umani. A Firenze, il nuovo attaccante viola ritroverà Robin Gosens, con cui ha condiviso un anno e mezzo all’Inter, costruendo un rapporto che va oltre il campo. Un legame che potrebbe rivelarsi prezioso per una squadra che, dopo l’addio di Nico González e le incertezze su Arthur Cabral, cerca punti di riferimento.

Le visite mediche di oggi al Viola Park, seguite dalla firma del contratto, segnano l’inizio ufficiale di questa avventura. Un colpo che Roberto Mancini, che lo allenò al Manchester City, definisce «un’occasione da non perdere». «Lo volemmo a tutti i costi – ha ricordato l’ex ct della Nazionale –, era già un giocatore completo, e Firenze è la piazza giusta per lui». Parole che suonano come un’investitura, anche se il vero banco di prova sarà il campo.

Intanto, resta in sospeso la questione Gudmundsson. Alberto Polverosi, de Il Corriere dello Sport-Stadio, ha parlato di una situazione «paludosa», legata all’attesa della sentenza sul processo che coinvolge l’islandese. «Servirà un accordo ponte col Genoa – ha spiegato –, perché la trattativa non rientra nei canoni tradizionali». Un rebus che la società dovrà sciogliere, mentre il mercato turbo avanza.

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