Notte di fuoco e paura tra botti e incendi: un morto e centinaia di feriti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una scia di fuoco e polvere da sparo, costellata da numeri che parlano di emergenza, ha segnato il passaggio all'anno nuovo. Mentre i festeggiamenti si concludevano, i vigili del fuoco, il cui lavoro si è protratto incessante fino alle prime luci dell'alba, hanno fronteggiato un'ondata di interventi legata agli esiti più pericolosi della notte. Sebbene il totale degli interventi, settecentosettanta, mostri una tendenza incoraggiante rispetto all'anno precedente, il bilancio umano, purtroppo, resta gravato da un episodio fatale e da una lunga serie di feriti, duecentosettantatré per l'esattezza, di cui cinquantaquattro hanno necessitato il ricovero in ospedale.

La tragedia a Roma e gli incidenti più gravi

Il caso più drammatico, che ha spento i festeggiamenti in un istante, si è consumato nella capitale, dove un uomo di nazionalità moldava ha perso la vita a causa dell'esplosione di un petardo, un evento che riporta alla cronaca, anno dopo anno, la pericolosità di un utilizzo imprudente di materiali esplodenti. Non sono mancati, poi, episodi di gravità assoluta che hanno coinvolto anche giovanissimi: a Milano, due ragazzi di dodici anni hanno riportato ferite gravissime, uno dei quali ha subito l'amputazione di una mano. A Napoli, invece, si è registrato un caso di particolare temerarietà, dove un uomo, già dimesso dall'ospedale dopo aver perso tre dita per lo scoppio di un artifizio, ha acceso un altro fuoco pirotecnico rimanendo ferito all'occhio.

Gli interventi sul territorio: dal Nord al Sud

L'attività dei vigili del fuoco si è distribuita lungo tutta la penisola, con il Veneto che ha registrato il numero più alto di chiamate, superando persino la Campania. Tra i molti servizi resi, alcuni hanno riguardato la messa in sicurezza di animali domestici, fuggiti terrorizzati dal fragore dei botti, altri sono stati dedicati a principi di incendio di minore entità. A Mezzolombardo, in Trentino, le squadre sono state impegnate a lungo per domare un rogo divampato in un appartamento del centro, che ha causato una lieve intossicazione a un uomo mentre le indagini sulle cause sono ancora in corso. Analogamente, a Brindisi, i pompieri sono dovuti intervenire in viale Aldo Moro dove fuochi d'artificio hanno incendiato della vegetazione e delle fioriere su un balcone, provvedendo, dopo lo spegnimento, alla necessaria bonifica dell'area.

Il lavoro incessante dei soccorritori

Quella trascorsa è stata, in definitiva, una notte di lavoro intenso e complesso per i corpi di soccorso, chiamati a operare su scenari diversificati che andavano dalle semplici segnalazioni alla gestione di vere e proprie tragedie. Il loro impegno, che non si è limitato allo spegnimento delle fiamme ma ha incluso la cura dei feriti e la messa in sicurezza degli ambienti, ha costituito l'altra faccia di una festa il cui prezzo, in termini di sicurezza, appare ancora troppo elevato. I dati diffusi dal comando nazionale, se da un lato indicano una leggera diminuzione degli interventi, dall'altro fissano nella memoria collettiva il costo umano di tradizioni che, se non osservate con la massima cautela, possono trasformarsi in drammi.

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