Capodanno a Roma, la piaga dei botti: un morto e 28 feriti nonostante il divieto

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Nonostante l'ordinanza firmata dal sindaco Roberto Gualtieri, che ne vietava espressamente l’utilizzo, la notte di San Silvestro a Roma è stata ancora una volta segnata dalla piaga dei botti, i quali hanno causato, stando al primo bilancio reso noto, ben 28 feriti. A fornire i dati è stato il commissario capo della Questura di Roma, Marco Piccione, il quale ha precisato che nessuno dei feriti si trova in pericolo di vita, pur sottolineando l’enorme mole di lavoro per le forze dell’ordine: «Abbiamo ricevuto circa 500 chiamate, seguite da 250 interventi legati per lo più all'esplosione di fuochi pirotecnici», ha dichiarato ai microfoni di Rainews 24. Un quadro, il suo, che fotografa una emergenza ormai cronicizzata, la quale, purtroppo, in alcuni casi assume i contorni della tragedia, come dimostra quanto accaduto poche ore prima del conteggio finale.

La tragedia nella periferia romana

Un episodio luttuoso, infatti, ha spezzato i festeggiamenti nel tardo pomeriggio di ieri ad Acilia, alla periferia di Roma, dove un uomo moldavo di 63 anni ha perso la vita. La dinamica, ricostruita dagli investigatori, è drammaticamente semplice: l’uomo teneva in mano un petardo quando questi è esploso in modo del tutto improvviso. Le ferite riportate, concentrate alla mano, al volto e al torace, si sono rivelate di una gravità inaudita, tanto da causare un’emorragia incontenibile che ne ha determinato il decesso per dissanguamento. Sulla vicenda, che ha gettato una cupa ombra sull’ultimo dell’anno romano, indagano ora i carabinieri di Ostia, chiamati a fare piena luce su tutte le circostanze.

Gli interventi in tutta Italia e il lavoro delle forze dell’ordine

Il fenomeno, del resto, non ha interessato solo la capitale, ma si è esteso a macchia d’olio lungo tutta la penisola, impegnando massicciamente i vigili del fuoco. Sono stati 770, nella notte, gli interventi per incendi riconducibili ai festeggiamenti, un numero che, seppur in diminuzione di 112 unità rispetto ai 882 dello scorso anno, resta di dimensioni impressionanti. La regione più colpita è stata l’Emilia Romagna, con 114 interventi, seguita a ruota dalla Lombardia con 113. Altre regioni hanno registrato numeri elevati, come il Veneto e il Trentino Alto Adige (77 interventi), la Campania e la Toscana (69), la Puglia (68) e il Piemonte (63), mentre il Lazio, con i suoi 61 interventi, si è collocato anch’esso in una posizione di alta criticità. A questi si aggiungono i dati delle regioni con numeri minori, ma pur sempre significativi, che completano una mappa nazionale di vera e propria emergenza.

Il maxi sequestro di materiale illegale

Proprio nella speranza di prevenire ulteriori incidenti, l’azione repressiva delle forze dell’ordine si è intensificata nei giorni precedenti la festa. Un’operazione di particolare rilievo è stata condotta dai carabinieri del comando di Cassino, i quali, nei giorni scorsi, hanno sequestrato un ingente quantitativo di artifici pirotecnici illegali. Nella zona di San Bartolomeo, all’interno di un’abitazione privata di un quarantenne, sono stati rinvenuti circa 5 chili di materiale, tra cui spiccavano pericolosità 14 bombe carta prodotte in modo artigianale. La pericolosità del ritrovamento ha reso necessario l’intervento degli artificieri antisabotaggio del comando provinciale di Roma, i quali, dopo aver messo in sicurezza l’area, hanno provveduto al campionamento e alla successiva distruzione di tutto il materiale sequestrato, scongiurando così che potesse alimentare il già ricco mercato clandestino.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.