L'addio di Milo Infante alla Rai e il puzzle dei palinsesti: da Sottile a Monteleone, le carte per il dopo Ore 14
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La notizia, ormai ufficiale da alcuni giorni, dell'addio di Milo Infante alla Rai ha scosso gli equilibri dell'approfondimento televisivo, in un momento storicamente delicato quale quello che precede la presentazione dei palinsesti autunnali. L'ex volto di Rai 2, che ha condotto per anni con buoni riscontri il programma "Ore 14" e la sua edizione serale, ha formalizzato le proprie dimissioni dalla tv pubblica per accettare la proposta di Mediaset, approdando così in quella che lui stesso ha definito una "realtà punto di arrivo" per la sua carriera.
Un addio che, a detta dell'amministratore delegato Giampaolo Rossi, è stato percepito come "inaspettato", specie se si considera la coincidenza temporale con la fatidica riunione del Cda del 18 giugno, che dovrà tracciare le linee guida della prossima stagione televisiva. La dichiarazione dell'ad, rilasciata a margine di un evento stampa, non ha nascosto una certa sorpresa, sottolineando come la partenza di un conduttore di punta a ridosso di appuntamenti chiave per l'azienda non sia certo una novità assoluta, ma rimanga un evento scomodo da gestire.
La Rai, ora, deve necessariamente fare i conti con un vuoto importante, non solo in termini di palinsesto ma anche di pubblico, considerando che il genere della cronaca nera, cavallo di battaglia di Infante, rappresenta ormai un pilastro dell'offerta giornalistica.
Le ipotesi per la successione: il nodo della conduzione
La partenza del conduttore lascia scoperto uno spazio di approfondimento quotidiano su Rai 2 che, stando agli ultimi sviluppi, potrebbe essere affidato a un altro volto noto dell'informazione: Salvo Sottile. Il nome del giornalista, attualmente alla guida di "Far West" su Rai 3, circola con insistenza nei corridoi di Viale Mazzini, tanto che l'agenzia Adnkronos lo ha indicato come il principale candidato a ereditare le redini di "Ore 14" e "Ore 14 Sera".
Un'eventuale promozione per Sottile, che comporterebbe il suo passaggio sulla seconda rete, aprirebbe però un secondo fronte, creando un effetto domino che coinvolgerebbe il palinsesto di Rai 3. Il suo posto a "Far West" potrebbe essere occupato da Antonino Monteleone, il quale ha da poco debuttato sulla stessa rete con il programma "Filorosso".
Si tratta, per ora, di voci che si fanno sempre più insistenti a poche ore dalla delibera del Cda, ma che lasciano intravedere una strategia di ridistribuzione interna piuttosto che una ricerca di nuovi talenti esterni, fatta eccezione per il possibile inserimento di volti provenienti dai telegiornali o di nomi come Massimo Giletti. Non è escluso, inoltre, che il format e il titolo di "Ore 14" possano subire delle modifiche, per adattarsi alla sensibilità e allo stile del nuovo conduttore, qualora la scelta dovesse ricadere su una figura diversa da quella uscente.
Le ragioni di un addio, tra vincoli e nuove prospettive
Dietro la decisione di Milo Infante di chiudere un rapporto ventennale con il servizio pubblico, si celano dinamiche che vanno al di là della semplice voglia di cambiamento. Secondo ricostruzioni di stampa, alla base della scelta vi sarebbe una combinazione di fattori, tra cui spicca il cosiddetto "tetto retributivo" imposto ai dirigenti Rai, che fissa un limite massimo di 240.000 euro annui.
Un vincolo che Mediaset, non essendo un'azienda pubblica, non ha e che ha permesso al Biscione di formulare un'offerta economicamente molto più allettante, che gli garantirebbe non solo un ruolo di primo piano come conduttore ma anche un incarico dirigenziale all'interno dell'area informazione del gruppo, probabilmente in seno a Videonews.
La sensazione, per Infante, era quella di una scarsa valorizzazione del proprio lavoro, nonostante gli ascolti del programma avessero dimostrato la sua efficacia, in particolare nel trattare temi di cronaca giudiziaria come il caso Garlasco che aveva tenuto banco nelle ultime puntate. La sua insoddisfazione era palpabile, alimentata forse anche da frizioni interne relative a questioni di palinsesto e alla concorrenza con altri prodotti della stessa azienda.
Ora, a Cologno Monzese, lo aspetta una sfida che, nelle intenzioni dei vertici Mediaset, potrebbe tradursi nella conduzione di uno spazio in prima serata su Rete 4, andando ad aggiungersi a un panorama già molto affollato di volti noti dell'approfondimento, o magari in un progetto inedito per la seconda serata di Canale 5.
Il contesto e la strategia aziendale
L'operazione di mercato che ha portato Infante a Mediaset si inserisce in un contesto di continua competizione tra i due colossi televisivi, che ormai da anni si contendono i talenti più influenti del panorama giornalistico nazionale. Non è un caso che l'ad Rossi abbia ironicamente commentato la tempistica dell'addio, ricordando come episodi simili, come quello di Bianca Berlinguer, si fossero già verificati in passato proprio in concomitanza con le scelte sui palinsesti.
La mossa di Pier Silvio Berlusconi, che ha personalmente accolto il giornalista, appare chiara: rafforzare ulteriormente l'offerta informativa del gruppo, puntando su un professionista capace di attrarre un pubblico fedele, quello interessato ai misteri e ai fatti di cronaca nera. Per la Rai, invece, si apre una fase di riorganizzazione.
La necessità di trovare un sostituto all'altezza di Infante è impellente, ma la strategia potrebbe anche essere quella di rinnovare il format, magari virando verso un contenitore più leggero, oppure affidandosi a una figura interna, come i giornalisti dei Tg, per garantire la continuità del servizio pubblico.
La presentazione ufficiale dei palinsesti, prevista per il 3 luglio ad Ancona, rappresenterà il primo banco di prova per valutare le scelte fatte dalla nuova direzione e per capire se la Rai ha retto l'urto di questa ennesima perdita, o se il vuoto lasciato da Infante si rivelerà più difficile da colmare del previsto.




