Fisco 2026, al via le novità: bonus extra reddito in busta paga e nuove regole per le detrazioni
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Redazione Economia
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L'architettura del prelievo tributario si prepara a un nuovo, significativo appuntamento, quello del 2026, delineando un quadro di adempimenti e opportunità che i contribuenti, dalle partite Iva ai dipendenti, dovranno imparare a navigare con attenzione. La pubblicazione delle bozze dei modelli dichiarativi da parte dell'Agenzia delle Entrate, infatti, non si limita a fornire i formulari ma svela in anteprima i meccanismi operativi delle misure introdotte dalla recente manovra, trasformandoli da principi legislativi in concrete istruzioni operative. Tra queste, spicca per immediatezza e potenziale impatto la cosiddetta “somma che non concorre alla formazione del reddito”, un nuovo taglio del cuneo fiscale destinato ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo non superiore a ventimila euro, la cui gestione pratica coinvolgerà direttamente i sostituti d'imposta.
Il bonus extra reddito nel modello 770
Proprio il sostituto d'imposta, di solito il datore di lavoro, sarà chiamato a gestire materialmente questo beneficio nel corso del 2025, come evidenziato dalla bozza del modello 770 per l'anno in corso, che confluirà nella dichiarazione del 2026. La misura, che in sostanza opera come una detrazione aggiuntiva dalla retribuzione imponibile, entrerà dunque nel merito delle procedure contabili aziendali, alleggerendo in maniera diretta la busta paga dei lavoratori che ne hanno diritto senza che questi debbano attendere il conguaglio annuale o presentare domande specifiche. Una modalità d'intervento, questa, che punta a garantire un effetto immediato sul potere d'acquisto, differenziandosi da altre agevolazioni che richiedono invece un recupero in sede di dichiarazione dei redditi.
Il reddito complessivo come parametro centrale
Parallelamente, la bozza della Certificazione unica per il 2026 attribuisce un ruolo ancor più centrale al concetto di reddito complessivo, o di riferimento, elevandolo a parametro decisivo per l'accesso a una serie di benefici fiscali. Nella sezione "altri dati" del modulo, sarà infatti necessario indicare un valore che comprenda, in un'ottica di perimetro ampio, tutte le voci di reddito soggette a tassazione ordinaria, compresi quelli derivanti da lavoro autonomo e, aspetto non secondario, le mance detassate percepite dai lavoratori dei settori turistico e della ristorazione. Una definizione estensiva che, se da un lato mira a una rappresentazione più fedele della capacità contributiva del cittadino, dall'altro determinerà l'ammontare delle detrazioni spettanti, creando un nesso diretto e trasparente tra l'intera posizione reddituale e le agevolazioni applicabili.
Un calendario fitto di scadenze
Questi nuovi adempimenti si inseriscono in un calendario già di per sé articolato, che per il 2026 prevede una successione di scadenze per versamenti periodici, dichiarazioni annuali e l'applicazione di nuove procedure come la "rottamazione quinquies". Professionisti e imprenditori, in particolare, dovranno districarsi tra pagamenti dell'Iva, acconti Irpef e contributi Inps, il cui tempismo è fondamentale per evitare l'irrogazione di sanzioni. La pianificazione, in questo contesto, diventa strumento essenziale non solo per ottemperare agli obblighi ma anche per cogliere le opportunità previste dalla legge finanziaria, che spaziano da ulteriori tagli dell'Irpef a misure di sostegno per l'acquisto della prima casa, il tutto mentre l'amministrazione finanziaria aggiorna i propri sistemi per recepire le innovazioni.




