Tragedia sul Natisone, l'addio straziante di una madre

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tragedia ha colpito il fiume Natisone, dove una madre ha dovuto dire addio alla figlia, Patrizia Cormos, travolta dalle acque. La disperazione è palpabile nell'abbraccio dato al corpo senza vita della figlia nella camera ardente, e nel ricordo delle ultime ore trascorse insieme.

Il dolore di una madre

Con la voce fioca, la madre di Patrizia continua a chiedersi se si poteva fare di più o se era semplicemente il destino. Ringrazia Dio per la possibilità di piangere sulla bara della figlia. Un dolore inimmaginabile che nessuna madre dovrebbe mai provare.

L'ultimo saluto a Patrizia e Bianca

Oggi, i corpi di Patrizia Cormos e Bianca Doros sono stati vestiti da sposa e sistemati nella camera ardente a Udine. Un ultimo saluto straziante per due vite spezzate troppo presto.

Cronologia della tragedia

La tragedia è avvenuta venerdì scorso. Il primo elicottero, Drago 149 dei Vigili del Fuoco, è decollato da Venezia alle 14.03, mentre la prima telefonata di soccorso è partita dal cellulare di una delle vittime alle 13.29 e 57 secondi. Il secondo elicottero, quello dell’elisoccorso regionale con base a Campoformido, è decollato alle 14.07 in seguito a una nuova telefonata in cui si parla di giovani che stanno annegando.

L'ultimo messaggio di Patrizia

Prima di andare al fiume, Patrizia ha chiamato la mamma. Sapeva nuotare, ha aspettato l’amica. Sono morti in diretta. La madre di Patrizia, Mihaela, ha stretto forte un'amica di sua figlia, le ha preso il volto tra le mani e le ha sussurrato di continuare ad ascoltare la sua musica. Patrizia era gioia e vita pura. Ha poi accarezzato dolcemente l'amica, e si è avvicinata al marito Ioan, accanto alla bara dove il loro «angelo» riposa vestita.

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