Nvidia riprende a vendere in Cina i chip per l’intelligenza artificiale, dopo il via libera di Trump
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Redazione Economia
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Milano, 16 luglio – Nvidia tornerà a esportare in Cina i suoi chip avanzati per l’intelligenza artificiale, dopo che l’amministrazione Trump ha concesso le licenze necessarie per la commercializzazione del processore H20, finora bloccato dalle restrizioni statunitensi. La decisione, annunciata ieri dall’amministratore delegato Jensen Huang durante un viaggio a Pechino, segna un’inversione di tendenza rispetto alle politiche adottate nei mesi scorsi, quando Washington aveva limitato le forniture tecnologiche alla Cina per timore di un rafforzamento militare e industriale del gigante asiatico.
"Il governo statunitense ha assicurato a Nvidia che le licenze saranno concesse", ha dichiarato l’azienda, lasciando intendere che le consegne potrebbero riprendere a breve. Huang, nel corso della visita, ha elogiato "la leadership e l’innovazione" cinese nel settore dell’IA, un riconoscimento che riflette l’importanza strategica del mercato asiatico per il colosso californiano, il cui valore ha ormai superato i 4.000 miliardi di dollari.
La mossa arriva in un momento di delicate trattative commerciali tra Stati Uniti e Cina, che coinvolgono anche l’export di terre rare e magneti, risorse cruciali per l’industria tecnologica. Trump, che aveva inizialmente sostenuto le restrizioni, sembra aver cambiato approccio, temendo che un blocco prolungato potesse spingere Pechino a sviluppare autonomamente soluzioni concorrenti, privando così le aziende americane di un mercato chiave.
Sul piano finanziario, la notizia ha immediatamente rilanciato le quotazioni di Nvidia, che in giornata ha toccato un massimo storico a 172,83 dollari, con un rialzo del 4%. Un segnale che gli investitori vedono nella ripresa delle vendite in Cina un fattore determinante per la crescita futura dell’azienda, sempre più al centro di dinamiche geopolitiche globali.




