L'impatto del decreto Caivano sulla giustizia minorile in Italia
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Redazione Interno
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Il decreto Caivano, introdotto dal governo Meloni in risposta agli eventi tragici di Caivano (Napoli), ha portato a un aumento significativo del numero di minori detenuti nelle carceri italiane. Questo è quanto emerge dal settimo Rapporto sulla giustizia minorile e gli Istituti penali per minorenni dell’associazione Antigone.
Crescita dei detenuti minori
Nel 2023, gli ingressi negli Istituti penali per minorenni (Ipm) sono aumentati a 1.143, la cifra più alta degli ultimi 15 anni, rispetto agli 835 del 2021. Questa crescita è dovuta principalmente all'aumento del numero di ragazze e ragazzi in misura cautelare, molti dei quali sono entrati in carcere a seguito dell'applicazione del decreto Caivano.
Il decreto Caivano e le sue conseguenze
Il decreto Caivano, nato come risposta ai crimini commessi contro due bambine nel comune di Caivano, ha introdotto "misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile". Il governo ha dichiarato che l'obiettivo del decreto era inasprire le pene contro i giovani che delinquono, facilitando l'accesso al carcere dei minori.
Critiche al decreto
Il settimo Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile, presentato a Roma, ha lanciato un segnale d'allarme riguardo le conseguenze del Decreto Caivano. Gli autori del rapporto evidenziano come tale decreto abbia modificato l’approccio alla detenzione preventiva e alla gestione della flagranza nella procedura penale minorile introdotte nel 1988, stravolgendo l’impianto del codice di procedura penale minorile del 1988.
In conclusione, il decreto Caivano ha avuto un impatto significativo sulla giustizia minorile in Italia, portando a un aumento del numero di minori in carcere. Tuttavia, le critiche sollevate dal Rapporto di Antigone suggeriscono che potrebbe essere necessario rivedere l'approccio alla detenzione preventiva e alla gestione della flagranza nella procedura penale minorile.




