Memories di Katsuhiro Otomo, il cinema ritrova un capolavoro visionario del 1995

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Fino al 14 gennaio, grazie alla distribuzione della collana Animagine, le sale italiane ospitano una pellicola seminale, capace di parlare con sorprendente lucidità al nostro presente. Si tratta di "Memories", progetto antologico del 1995 supervisionato dal leggendario Katsuhiro Otomo, autore di "Akira", che ne curò la produzione assemblando i talenti di registi come Kôji Morimoto e Tensai Okamura. La sua riproposta, in occasione del trentesimo anniversario dall'uscita in Giappone – dove debuttò il 23 dicembre del 1995 –, non è una semplice operazione nostalgica ma la riscoperta di un'opera che seppe riflettere, con approcci stilistici diversissimi, sulle potenzialità stesse dell'animazione giapponese, oscillando tra realismo crudo e suggestioni oniriche.

La struttura a episodi e la potenza dell'omnibus

Il film, composto da tre episodi autonomi, rappresenta un formato, l'omnibus, che all'epoca godeva di particolare fortuna nel panorama degli anime d'autore, prima di cadere quasi in disuso. Lo stesso Otomo, del resto, si era già cimentato con successo in tale formula: nel 1987, infatti, aveva diretto i segmenti di apertura e chiusura per "Robot Carnival" e, sempre nello stesso anno, aveva firmato "Interrompete i lavori!", terzo episodio del raffinato "Manie Manie – I racconti del labirinto". "Memories", in questo senso, si colloca come il punto più alto di quella sperimentazione, dimostrando come storie brevi e concettualmente dense potessero offrire una panoramica ampia e sfaccettata delle possibilità narrative del medium.

Tra arte, politica e suggestioni che hanno influenzato il cinema

Ciascun episodio dell'opera affronta temi di straordinaria complessità, dalla critica sociale alla riflessione sulla memoria collettiva, dall'analisi dell'ossessione tecnologica alla trasfigurazione artistica della realtà. La pellicola, un mix di realismo grafico e momenti di pura magia visiva, possiede una carica preveggente che ancora oggi stupisce; non a caso, alcuni suoi elementi iconografici e concettuali – come l'immagine di una pillola rossa – sono stati citati, secondo molti osservatori, come una chiara fonte d'ispirazione per i fratelli Wachowski nella realizzazione della saga di "Matrix". L'operazione di Animagine, che dopo questo Titolo proseguirà nel portare in Italia produzioni nipponiche inedite, dai classici alle opere contemporanee, permette di valutarne appieno la portata storica e la straordinaria attualità.

Le proiezioni eventi sul territorio italiano

L'uscita nelle sale, limitata ai soli giorni 12, 13 e 14 gennaio, assume i connotati di un vero evento per gli appassionati del genere. In alcune località, l'occasione è stata colta anche da circuiti culturali e amministrazioni comunali per organizzare proiezioni speciali, come nel caso del comune di Arco, in Trentino, dove l'oratorio San Gabriele ha programmato una doppia visione serale per il 14 gennaio. Queste iniziative sottolineano il valore di un'opera che, pur essendo un prodotto di culto di trent'anni fa, continua a esercitare un fascino magnetico e a proporsi come un punto di riferimento imprescindibile per chiunque voglia comprendere le evoluzioni e le potenzialità dell'animazione d'autore giapponese.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.