Elden Ring: la Tarnished Edition su Switch 2 tra miracolo tecnico e compromessi
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Quando FromSoftware ha pubblicato Elden Ring, nel febbraio del 2022, non si è limitata a riproporre la formula consolidata negli anni con Dark Souls, Bloodborne e Sekiro: Shadows Die Twice. Lo studio giapponese ha preso quella stessa filosofia e l'ha proiettata in una dimensione completamente nuova, trasformando il classico labirinto di percorsi, segreti e combattimenti in un enorme mondo aperto. L'Interregno è diventato così il vero protagonista dell'avventura: un territorio apparentemente sconfinato, capace di premiare la curiosità molto più dell'obbedienza a un tracciato prestabilito.
A distanza di oltre quattro anni, quell'esperienza si appresta a vivere una nuova vita, grazie all'approdo sulla neonata console ibrida di Nintendo. La Tarnished Edition, in arrivo il 28 agosto, include il gioco base e l'espansione Shadow of the Erdtree, con l'obiettivo ambizioso di trasportare l'epopea dell'Senza Luce anche in mobilità, su uno schermo nativo a 1080p, dopo un percorso di sviluppo complicato che ne aveva inizialmente previsto il lancio entro il 2025 per poi slittare all'anno successivo.
L'aggiornamento 1.17 e il Tarnished Pack
Per preparare il terreno a questo debutto, FromSoftware ha distribuito la patch 1.17, un aggiornamento sostanzioso che non solo introduce il supporto al nuovo DLC a pagamento, ma rimodula anche buona parte dell'equilibrio del gioco base e dell'espansione. Il Tarnished Pack, cuore pulsante di questa operazione, aggiunge due nuove classi iniziali selezionabili in fase di creazione del personaggio: il Cavaliere Idus e il Cavaliere Pesante.
Una scelta progettuale interessante, perché l'equipaggiamento esclusivo di queste classi non rimarrà precluso a chi possiede già un personaggio di alto livello, ma potrà essere recuperato esplorando l'Interregno o acquistato dai mercanti incontrati lungo il cammino. Oltre a nuove armi, il pacchetto introduce per la prima volta tre tipologie di bardature per modificare l'aspetto estetico di Torrente, la fedele cavalcatura spettrale, legate rispettivamente alla Sentinella dell'Albero, all'Argento di Caria e alla Notte Funerea.
Questi oggetti cosmetici, reperibili a Castello Gran Tempesta, a Liurnia Lacustre e nell'Altopiano di Altus, sbloccheranno una nuova opzione di personalizzazione nei Luoghi di Grazia. Completano il quadro due nuovi eventi legati alle invasioni di PNG, situati a Caelid e nella Capitale Reale di Leyndell.
Bilanciamento e ottimizzazione
La patch 1.17, però, non si limita ad aggiungere contenuti. L'intervento degli sviluppatori sul bilanciamento è profondo e tocca numerosi aspetti del combat system. Nel Regno dell'Ombra, le ricompense ottenibili sconfiggendo i nemici più potenti sono state migliorate, mentre sul fronte dell'arsenale sono state potenziate diverse armi da lancio, con un consumo di vigore ridotto e un danno aumentato, e le varie tipologie di Flaconi di profumo.
Modifiche significative hanno interessato la Spada Stregonesca Cariana, il cui modificatore basato sull'Intelligenza ora influisce su tutti i tipi di danno inflitto, e una vasta gamma di scudi grandi, che presentano ora una maggiore efficacia della guardia e, in molti casi, un peso complessivo ridotto. L'efficacia della Parry è stata perfezionata, in particolare con pugnali, spade curve o scudi piccoli, e l'abilità Muro di Tempesta non consumerà più PF.
Parallelamente, incantesimi come la Pioggia di Stelle Primordiale e la Pioggia di Fuoco sono stati resi più letali, mentre è stato ridotto il tempo di lancio per le stregonerie legate ai meteoriti. Attenzione specifica è stata riservata al comparto multigiocatore, con la riduzione dell'efficacia di incantesimi ad area come il Ruggito di Rugalea e il Soffio Putrescente nelle competizioni tra utenti, e l'incremento del danno subito se si viene colpiti mentre si eseguono attacchi con la Grande Katana di Rakshasa.
Prestazioni su Nintendo Switch 2: il confronto con PS5
Il vero banco di prova, tuttavia, rimane la resa tecnica sulla nuova console di Nintendo. Un video di ElAnalistaDeBits ha messo a confronto la Tarnished Edition in esecuzione su Switch 2 e su PlayStation 5, evidenziando pregi e difetti di questo ambizioso porting. Secondo l'analisi, le differenze visive tra le due versioni sono meno drastiche di quanto si potesse temere: i tagli principali riguardano la densità della vegetazione e alcuni effetti, ma il quadro generale appare sorprendentemente fedele.
Il nodo cruciale, come spesso accade, è il frame rate. Su Switch 2 esiste un unico modo di visualizzazione con frame rate sbloccato che oscilla intorno ai 30 fotogrammi al secondo, una cifra che varia a seconda dell'intensità dell'azione o dell'area esplorata. La risoluzione dinamica, che può scendere in alcuni frangenti per mantenere la stabilità, rappresenta un ulteriore fattore di complessità.
Lo stesso ElAnalistaDeBits, pur definendo le prestazioni "discrete", ha sottolineato come ci sia spazio per miglioramenti, affermando di non aspettarsi un'ottimizzazione magistrale considerando il motore grafico di FromSoftware, ma auspicando comunque un rendimento leggermente superiore. Nonostante ciò, la raccomandazione dell'esperto è di giocare in modalità portatile, dove i compromessi visivi sono meno evidenti sullo schermo più piccolo, mentre su un grande televisore i limiti tecnici della console diventano più facilmente percepibili.
I dati provenienti da altre fonti confermano questo quadro, con test che misurano un frame rate tra i 28 e i 35 FPS in modalità docked, e una sostanziale tenuta intorno ai 30 FPS in portabilità.
Un miracolo possibile
Nonostante le inevitabili rinunce, il consenso generale della critica è sorprendentemente positivo. La Tarnished Edition ha ottenuto un punteggio medio di 91 su Metacritic basato sulle prime recensioni, con testate come Nintendo Life e GameReactor che le hanno assegnato un 9/10. Il gioco viene descritto come completamente giocabile e, in alcuni casi, come uno dei porting di terze parti più nitidi visti finora su Switch 2, soprattutto in modalità portatile dove la risoluzione appare quasi nativa.
La possibilità di mettere la console in sospensione e riprendere la partita ovunque, magari nel bel mezzo di una spedizione punitiva contro Malenia, rappresenta un valore aggiunto che nessuna delle altre console fisse può offrire. Elden Ring su Switch 2, insomma, non è la versione tecnica definitiva del capolavoro di FromSoftware, ma un porting estremamente fedele e completo che riesce nell'impresa di rendere l'Interregno accessibile ovunque e in qualsiasi momento.
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