Salvavita più piccolo al mondo, il primo impianto al San Matteo: il cuore del futuro batte a Pavia

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il cuore del futuro batte al San Matteo, dove è stato eseguito il primo impianto del catetere da defibrillazione più piccolo mai realizzato, un dispositivo chiamato Omnia Secure che, con i suoi soli 1,5 millimetri di diametro, rappresenta una svolta tecnologica destinata a ridisegnare le terapie contro le aritmie ventricolari. A riceverlo, una paziente di 69 anni, la cui vita era quotidianamente messa a repentaglio da uno scompenso cardiaco secondario a una cardiomiopatia dilatativa avanzata: una condizione, quest’ultima, che rende l’intervento non solo utile ma spesso decisivo per scongiurare il rischio di morte cardiaca improvvisa. Il Policlinico pavese, va detto, si colloca tra i pochi centri in Italia – e più in generale in Europa – ad aver già adottato questa soluzione d’avanguardia, frutto della progettazione di Medtronic, l’azienda che lo ha messo a punto.

Un elettrocatetere dal diametro ridotto, ma dalle prestazioni complesse

L’Omnia Secure non è un semplice defibrillatore impiantabile, bensì un elettrocatetere transvenoso la cui caratteristica principale – quel diametro pari a 1,5 millimetri – lo rende adattabile anche a pazienti con conformazioni vascolari complesse, come spesso accade nei casi di cardiomiopatia dilatativa. Il suo impiego, come spiegano i referti clinici, costituisce un’evoluzione significativa nella gestione delle aritmie ventricolari potenzialmente fatali; una categoria di disturbi del ritmo che, se non tempestivamente intercettati, può condurre all’arresto cardiaco in pochi minuti. La procedura eseguita a Pavia, riuscita senza complicazioni documentate, ha quindi permesso di impiantare nella paziente sessantanovenne un salvavita di dimensioni mai viste prima, riducendo al contempo i traumi tissutali e i tempi di recupero post-operatori.

La tecnologia Omnia Secure e il suo ingresso nei principali ospedali italiani

Non solo Pavia, va precisato: i primi impianti del nuovo elettrocatetere sono partiti in contemporanea nei principali ospedali italiani, a dimostrazione di una diffusione rapida e mirata della tecnologia. Medtronic, attraverso una nota ufficiale, ha sottolineato come Omnia Secure rappresenti, grazie al suo profilo estremamente ridotto, una risposta concreta a molte delle limitazioni dei dispositivi precedenti, spesso più ingombranti e meno maneggevoli in fase di posizionamento. La paziente pavese, affetta da scompenso cardiaco secondario, rientrava perfettamente nel profilo di chi può trarre maggior beneficio da un approccio meno invasivo; il catetere, una volta ancorato al miocardio, è in grado di erogare una scarica defibrillante in caso di tachicardia o fibrillazione ventricolare, interrompendo l’aritmia prima che questa diventi letale.

Un intervento all’avanguardia che guarda alla medicina personalizzata

L’operazione, eseguita in sala di emodinamica, ha richiesto un posizionamento millimetrico della piccola spirale conduttrice, guidata da immagini fluoroscopiche e da mappe elettroanatomiche. Il San Matteo, che già in passato si era distinto per l’adozione di protocolli innovativi in campo cardiologico, conferma con questo impianto la propria vocazione alla sperimentazione clinica responsabile e alla medicina personalizzata. La paziente, ora in fase di osservazione, potrà contare su un dispositivo che non ne limita i movimenti né la qualità della vita, proprio grazie a quelle dimensioni contenute che lo rendono unico nel suo genere. Nessun altro centro in Lombardia, al momento, aveva ancora avviato l’utilizzo routinario di questo catetere; e proprio questo primato, seppur non enfatizzato, colloca Pavia in una posizione di avanguardia nel panorama europeo delle aritmologie interventistiche.

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