Sentenza storica sul caso Diarra, la Corte di Giustizia UE contro la FIFA

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha emesso una sentenza storica riguardante il caso di Lassana Diarra, ex giocatore di Real Madrid e Chelsea, che nel 2014 aveva rescisso il suo contratto con la Lokomotiv Mosca senza "giusta causa". La FIFA aveva condannato Diarra a risarcire il club russo con 20 milioni di euro, più 10,5 milioni di danni. Tuttavia, la Corte di Giustizia UE ha stabilito che alcune delle norme della FIFA in materia di trasferimenti internazionali di calciatori professionisti sono contrarie al diritto dell'Unione Europea, poiché ostacolano la libertà di circolazione dei giocatori e restringono la concorrenza tra i club.

La sentenza, che ha messo in discussione l'articolo 17 sulle interruzioni contrattuali senza giusta causa, rappresenta un colpo significativo per la FIFA. La norma contestata prevede che un giocatore che rescinde un contratto prima della sua scadenza senza giusta causa sia tenuto a pagare un risarcimento al club, e che, se il giocatore approda a un nuovo club, quest'ultimo debba essere responsabile in solido per il pagamento del risarcimento. La Corte ha ritenuto che tali regole siano contrarie al diritto comunitario, in quanto limitano la libertà di movimento dei calciatori e creano barriere alla concorrenza tra le squadre.

Il caso Diarra, che ha portato alla storica sentenza, ha sollevato importanti questioni riguardanti i diritti dei calciatori e le normative sui trasferimenti. Diarra, che si è ritirato nel 2019, aveva rescisso il suo contratto con la Lokomotiv Mosca senza giusta causa, e la FIFA lo aveva condannato a pagare un ingente risarcimento al club russo. La decisione della Corte di Giustizia UE ha ribaltato questa condanna, stabilendo che le norme della FIFA violano il diritto dell'Unione Europea.

Questa sentenza potrebbe avere implicazioni significative per il futuro del calciomercato, poiché mette in discussione la legittimità delle regole della FIFA sui trasferimenti internazionali. La Corte di Giustizia UE ha affermato che le norme attuali ostacolano la libertà di circolazione dei giocatori e limitano la concorrenza tra i club, creando un ambiente meno competitivo e più restrittivo.

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