Serie A contro FIFA, troppe partite in calendario
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Redazione Sport
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Massimo Mauro, ex calciatore degli anni '80 e '90, ha recentemente espresso il suo disappunto riguardo al numero eccessivo di partite nel calendario calcistico attuale. Mauro, che ha vissuto un'epoca in cui il campionato italiano era al centro del mondo e il numero di partite era nettamente inferiore, ha dichiarato che sarebbe favorevole a giocare una ventina di partite in meno all'anno, a patto che i giocatori accettino una riduzione dei loro ingaggi. Questa proposta, sebbene radicale, riflette una crescente preoccupazione nel mondo del calcio professionistico.
Nel frattempo, Sandro Gozi, membro del Parlamento Europeo e rappresentante del gruppo Renew, ha lanciato un allarme sul rischio di implosione del sistema calcistico professionistico. Gozi ha criticato duramente la FIFA e la UEFA per la loro apparente indifferenza verso il problema della saturazione del calendario. Secondo Gozi, senza una riflessione profonda e un cambiamento di rotta, il sistema calcistico finirà per implodere su sé stesso. La sua preoccupazione è condivisa dal sindacato calciatori e dall'associazione delle leghe europee, che hanno presentato un reclamo alla Commissione Europea contro la FIFA per abuso di posizione dominante nell'imposizione del calendario delle partite internazionali 2025-2026.
Anche la Serie A ha deciso di unirsi al reclamo contro la FIFA, denunciando l'eccessivo numero di partite in calendario. La Lega Serie A ha ufficialmente preso posizione contro la FIFA, sottolineando come il conflitto di interessi e la gestione del calendario stiano danneggiando il calcio professionistico. La protesta della Serie A si unisce a quella di altre leghe europee, che chiedono una revisione del calendario per garantire un equilibrio tra competizioni nazionali e internazionali.
Il dibattito sul numero di partite nel calendario calcistico è destinato a intensificarsi nei prossimi mesi, con giocatori, leghe e istituzioni che cercano di trovare una soluzione sostenibile per il futuro del calcio professionistico.




