Fincantieri, i numeri da record del 2025 e le attese degli analisti per l’esercizio in corso

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il consiglio di amministrazione del gruppo triestino, riunitosi sotto la presidenza di Biagio Mazzotta, ha dato il via libera al progetto di bilancio d’esercizio e al bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, certificando una performance che, a detta dell’amministratore delegato Pierroberto Folgiero, rappresenta un risultato storico. I conti, infatti, segnano un utile netto di 117 milioni di euro, un dato che non solo supera abbondantemente i 27 milioni dell’anno precedente con una crescita del 328 per cento, ma si configura come il migliore mai registrato dalla società. A sostenere questo balzo contribuiscono ricavi per 9,19 miliardi, in aumento del 13 per cento rispetto al 2024, e un margine operativo lordo che raggiunge i 681 milioni, trainato da una marginalità salita al 7,4 per cento, contro il 6,3 per cento dell’anno prima.

La macchina degli ordini non si ferma e il carico di lavoro sfonda quota 63 miliardi

A rendere particolarmente significativa la fotografia scattata dal bilancio è il dato relativo agli ordini acquisiti, che ha toccato i 20 miliardi di euro, segnando un incremento del 32 per cento. Questo flusso commerciale ha alimentato un carico di lavoro complessivo, il cosiddetto backlog, che si attesta ora a 63,2 miliardi di euro, un livello record che garantisce al gruppo una visibilità operativa senza precedenti, con consegne programmate fino al 2037. Per Folgiero, che ha commentato i risultati parlando di una “Fincantieri che dribbla la tempesta perfetta”, questi numeri dimostrano la capacità di navigare in un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche e volatilità economica, senza subire strozzature nella catena di fornitura.

Il consensus degli analisti per il 2026 e la resilienza del comparto difesa

Sulla scia di questi risultati, l’attenzione si sposta ora sulle previsioni per l’esercizio in corso. Il consensus elaborato da dieci banche d’affari internazionali, aggiornato al 27 marzo, delinea per il 2026 un ulteriore miglioramento dei fondamentali: i ricavi sono attesi a 9,27 miliardi, in leggera progressione rispetto ai 9,19 dell’anno precedente, mentre il margine operativo lordo è stimato a 707 milioni, con una marginalità che si attesterebbe al 7,6 per cento. Particolarmente rilevante è la previsione sul risultato netto adjusted, che gli analisti vedono positivo per 156 milioni, superando così i 143 milioni contabilizzati nel 2025. Le attese, in un quadro di crescente complessità internazionale, vengono rafforzate dalle dichiarazioni del ceo in merito alle prospettive nel settore della difesa: il gruppo si dice coperto su forniture e tassi, anzi, vede nella nuova escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran un fattore strutturale che rafforza la domanda di sicurezza e infrastrutture critiche.

Prospettive di crescita tra mercati esteri e nuove tecnologie subacquee

Nonostante le tensioni internazionali, Folgiero ha tracciato un orizzonte temporale di sei mesi per la conclusione del conflitto in Medio Oriente, assicurando che la rotta industriale non subirà deviazioni. Al contrario, lo scenario attuale sta generando un’accelerazione della domanda, con un pacchetto di ordini attesi nei prossimi cinque mesi stimato intorno ai 5 miliardi di euro, suddivisi tra Italia, Medio Oriente e Stati Uniti. In quest’ultimo paese, dove Trump è nuovamente presidente, le opportunità di lungo periodo appaiono particolarmente solide per il gruppo, che guarda con interesse alle potenzialità di sviluppo nei cantieri americani. Parallelamente, la strategia di Fincantieri punta con decisione sul comparto subacqueo (underwater) e sulla difesa, settori in cui i recenti risultati finanziari hanno già raccolto i primi giudizi positivi da parte degli analisti, i quali promuovono la capacità dell’azienda di capitalizzare le sinergie tra cantieristica tradizionale e innovazione tecnologica.

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