Sinner supera Shelton e vola in semifinale a Wimbledon, ma il gomito torna a far male

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Jannik Sinner, numero uno del mondo, ha chiuso in tre set il quarto di finale contro Ben Shelton (7-6, 6-4, 6-4), ma a preoccupare è stato un nuovo fastidio al gomito destro, lo stesso che già lo aveva tormentato nell’incontro con Grigor Dimitrov. Un attimo di apprensione, quando ha steccato un dritto nel secondo set, stringendo i denti per il dolore. L’allarme, però, è rientrato rapidamente: la sua tennis, implacabile, non ha mostrato cedimenti, nemmeno nel momento di maggiore difficoltà fisica.

Shelton, pur giocando al limite delle sue possibilità, non ha trovato spazio contro un Sinner quasi perfetto, che non ha concesso alcun break point e ha mantenuto un servizio inappuntabile per tutta la partita. Due ore e diciotto minuti di dominio, con colpi potenti e precisione chirurgica, nonostante quel lieve disagio che ha riacceso i dubbi sulle sue condizioni. Ma se il pubblico ha trattenuto il fiato, lui no: ha chiuso senza esitazioni, dimostrando ancora una volta perché è in cima alla classifica ATP.

In conferenza stampa, Sinner ha evitato di approfondire la questione del gomito, scegliendo la riservatezza. “Io faccio il mio, non faccio il giornalista”, ha detto, smorzando ogni curiosità. “Era importante provarci in allenamento, e oggi ho giocato bene”. Niente dettagli, nessun allarmismo, solo la volontà di concentrarsi sul torneo. Una scelta che lascia intendere come il problema, seppur fastidioso, non sia tale da compromettere la sua corsa.

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