Marc Marquez domina al Sachsenring, ma la gara è un bollettino di cadute
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Redazione Sport
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Marc Marquez ha scritto un altro capitolo della sua leggenda al Sachsenring, tracciato che ormai gli appartiene. Lo spagnolo, partito dalla pole position, non ha lasciato spazio agli avversari, gestendo la gara con un ritmo che ha reso vano ogni tentativo di avvicinamento. Dopo pochi giri, il vantaggio si è dilatato fino a sei secondi, trasformando la corsa in una solitaria processione. Alle sue spalle, però, il Gran premio di Germania si è rivelato un susseguirsi di errori e cadute, con diversi piloti costretti a dire addio alla competizione.
Sul podio, oltre al dominatore, sono saliti il fratello Alex Marquez e Pecco Bagnaia, autore di una rimonta dall’undicesima posizione. Un risultato che, se da un lato conferma la forza della Ducati, dall’altro è stato influenzato dalle disavventure degli altri contendenti. Fabio Di Giannantonio, secondo a metà gara, ha perso tutto alla curva 1, stessa sorte toccata poco dopo a Marco Bezzecchi, che aveva appena ereditato la posizione. La stessa curva è stata fatale anche per Johann Zarco, Ai Ogura – il cui incidente ha coinvolto anche Joan Mir – e Lorenzo Savadori, già caduto in precedenza.
Quella che doveva essere una battaglia per il podio si è dunque trasformata in un esercizio di sopravvivenza, con soli dieci piloti al traguardo. L’assenza di sorpassi nelle posizioni di testa ha reso ancor più evidente il divario tra Marquez e il resto del gruppo, confermando una tendenza che ormai caratterizza questa stagione.
Bagnaia, pur soddisfatto del terzo posto, non ha nascosto le difficoltà incontrate: "È stato complicato recuperare, ma il risultato è importante". Marquez, dal canto suo, ha ribadito il suo legame con il circuito tedesco: "Vincere qui è sempre incredibile". Le parole, però, non bastano a descrivere la sua superiorità, che va ben oltre la statistica – dodici vittorie in totale, nove in MotoGp – e si traduce in un dominio quasi matematico.




