Torino, giovane ucciso a coltellate in una rissa per debiti di droga

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mamoud Diane, 19 anni, originario della Costa d’Avorio ma residente a Torre Mondovì, è stato ucciso con una coltellata al cuore nella notte tra il 2 e il 3 maggio in via Monterosa, a Torino, nel quartiere Barriera di Milano. L’omicidio, avvenuto durante una lite legata allo spaccio di stupefacenti, è solo l’ultimo episodio di violenza in una zona periferica dove il controllo del mercato della droga si traduce spesso in aggressioni e faide tra pusher.

Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo – titolare di un regolare permesso di soggiorno ottenuto grazie a un ricongiungimento familiare – si trovava davanti a un bar all’incrocio tra via Monterosa e corso Novara quando è stato aggredito alle spalle da almeno un assalitore, ancora non identificato. Nonostante il tentativo di fuga, un fendente lo ha colpito mortalmente, lasciandolo esanime sull’asfalto prima che i soccorsi potessero intervenire.

Le indagini, coordinate dalla squadra mobile, stanno cercando di ricostruire la dinamica precisa dell’aggressione, che sembra essere scaturita da un contenzioso legato al narcotraffico. Mamoud, che viveva con il padre nella frazione Roatta di Torre Mondovì, non aveva precedenti penali, ma secondo fonti investigative sarebbe stato coinvolto in attività illecite, come spesso accade in un contesto in cui lo spaccio rappresenta l’unica fonte di reddito per molti giovani emarginati.

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