Stretta del fisco su Iva e compensazioni, in arrivo la rottamazione 5

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il panorama fiscale italiano si appresta a vivere una nuova fase, caratterizzata da un duplice binario che coniuga una maggiore rigidità nei controlli, con particolare riferimento all’Iva e al meccanismo delle compensazioni, e l’introduzione di un ulteriore strumento di definizione agevolata dei debiti, la cosiddetta rottamazione 5. Quest’ultima, come ha precisato un esponente politico, non configura un condono, bensì una modalità strutturata per regolarizzare posizioni debitorie pregresse, alle quali si accompagna un inasprimento del contesto normativo per chi, al contrario, dovesse perseverare in comportamenti elusivi. L’intervento, che troverà la sua collocazione naturale nella prossima legge di bilancio, delinea quindi un approccio selettivo, volto a recuperare risorse senza concedere sconti a chi ha già usufruito di analoghe opportunità senza poi ottemperare agli impegni assunti.

I paletti per l'accesso alla nuova sanatoria

L’accesso alla rottamazione quinques, che segue il ciclo delle precedenti edizioni, non sarà consentito a tutti. Viene infatti stabilito, in maniera piuttosto netta, che ne saranno esclusi i contribuenti le cui cartelle di pagamento siano già state oggetto di adesione alla rottamazione quater e che, alla data del 30 settembre, risultassero in regola con i versamenti pattuiti. Costoro, avendo già beneficiato di una precedente definizione e avendo dimostrato di poterla onorare, non potranno sospendere il piano in essere per transitare nella nuova sanatoria, una misura che mira a evitare abusi e a preservare l’efficacia degli strumenti già messi in campo. Una condizione necessaria, poi, per poter aderire, sarà l’aver presentato la dichiarazione relativa alle posizioni in oggetto, il che esclude automaticamente coloro che non hanno assolto a tale obbligo formale.

La struttura del piano di rientro

Il meccanismo di rientro prevede una restituzione del debito dilazionata in un arco temporale di nove anni, attraverso il versamento di rate bimestrali, un lasso di tempo considerevole che intende alleggerire il carico finanziario sul contribuente. La clemenza dell’offerta, tuttavia, è controbilanciata da una clausola di decadenza stringente: basteranno due ritardi nel pagamento, anche se non consecutivi, per determinare l’esclusione immediata dal beneficio e il ripristino integrale del credito originario, con gli interessi e le sanazioni che erano stati temporaneamente condonati. Questa severità, che si discosta dalla tolleranza a volte mostrata in passato, segna un cambio di passo e sottolinea la natura di extrema ratio della procedura, la quale non ammette leggerezza negli adempimenti.

Il perimetro dei debiti sanabili

A essere ricomprese nella sanatoria saranno le cartelle esattoriali emesse fino alla fine del 2023, un arco temporale che include una mole significativa di posizioni. La circostanza peculiare, però, risiede nel fatto che potranno essere sanate soltanto quelle fattispecie per le quali l’amministrazione finanziaria ha già attivato il processo di accertamento, avviando le cosiddette lettere di compliance. Questo dettaglio, tecnico ma fondamentale, delinea un’operazione che non è un’amnistia generalizzata, bensì un’opportunità rivolta a chi è già nel mirino del fisco e ha quindi l’urgente necessità di mettere ordine nella propria posizione, chiudendo una volta per tutte una pratica attiva e potenzialmente penalizzante.

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