Fisco: nuove proposte di rottamazione e divisioni nel governo
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Redazione Interno
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L’osservatorio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano ha recentemente pubblicato una ricerca che fotografa una situazione critica per le aziende italiane. Analizzando un campione di oltre 43.000 imprese, è emerso che più del 42% di queste ha registrato, nel 2023, un aumento del debito fiscale superiore al 32%. Un dato che riflette le difficoltà delle PMI, già messe a dura prova dalle emergenze degli ultimi anni, tra cui la pandemia e la crisi energetica, che hanno colpito in modo particolare le micro e piccole imprese, nonché le famiglie.
In questo contesto, la discussione sulla cosiddetta "rottamazione quinquies" si fa sempre più accesa, con posizioni divergenti tra gli alleati di governo. Da un lato, Forza Italia spinge per un’estensione della rottamazione 4, cercando di evitare un aggravio sui conti pubblici. Dall’altro, la Lega propone un piano strutturale di rateizzazione decennale, che prevede il pagamento del debito originario in 120 rate mensili, senza sanzioni o interessi, per tutte le cartelle fino al 31 dicembre 2023. Il senatore di Forza Italia, Dario Damiani, ha però sottolineato che questa soluzione comporterebbe un costo di circa 5 miliardi di euro, una cifra non indifferente in un momento di fragilità economica.
La divisione interna al governo si è ulteriormente acuita con l’idea del leader della Lega, Matteo Salvini, di introdurre un nuovo condono fiscale. Mentre il Carroccio invoca a gran voce una nuova rottamazione delle cartelle, Forza Italia risponde con un secco “no”, opponendosi all’ipotesi di investire ulteriori risorse in un altro condono. Salvini, tuttavia, insiste sulla necessità di una soluzione che alleggerisca il carico fiscale per le imprese e i cittadini, proponendo un piano che, secondo lui, potrebbe rappresentare una via d’uscita sostenibile.
Nel frattempo, con il decreto Milleproroghe, si riapre la possibilità di aderire alla rottamazione quater delle cartelle esattoriali. Un emendamento al decreto prevede che chi è stato escluso dalla precedente rottamazione perché non ha pagato una o più rate, possa ora aderire nuovamente entro il 30 aprile, saldando il debito rimanente in fino a dieci rate. Una misura che, sebbene limitata, potrebbe offrire un margine di respiro a chi si trova in difficoltà.




