Sophie Turner sul set di Tomb Raider: una Lara Croft brutale tra duelli e fughe in motocicletta

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Dimenticatevi Sansa Stark, la dolce e sfortunata regina del Nord nel Trono di Spade: Sophie Turner, a giudicare dalle nuove foto provenienti dal set britannico della serie dedicata a Tomb Raider per Prime Video, sembra aver definitivamente sepolto abiti e ricami per imbracciare con ferocia le celeberrime pistole di Lara Croft. Le immagini, catturate nei boschi del Surrey, rivelano un’eroina lontana anni luce dalla classica e iconica rappresentazione in shorts e canottiera – quella mostrata nella prima foto ufficiale diffusa a gennaio da Amazon MGM Studios -2 – e la ritraggono invece in una versione decisamente più votata all’action sporco e viscerale -1. L’archeologa più famosa del mondo dei videogiochi, qui, indossa un pesante giaccone tattico, pantaloni lunghi e guanti senza dita, un equipaggiamento che appare studiato per affrontare le ostili e piovose location, e che la avvicina più a John Rambo che alla ragazza cresciuta a palazzo.

Un look da combattimento per le scene d'azione nel Surrey

Non si tratta solo di un cambio d'abito, ma di un’intera dichiarazione d'intenti sulla direzione che Phoebe Waller-Bridge, creatrice e sceneggiatrice della serie, ha scelto per questo reboot -2. Le fotografie, infatti, immortalano Turner-Lara in pose tutt'altro che statuarie: la si vede impegnata in quelli che sembrano essere duelli all'arma bianca, con movenze che richiamano la necessità di una preparazione fisica estrema, e in rocambolesche fughe a bordo di motociclette, sottolineando come l'adrenalina e il pericolo fisico saranno il vero motore della narrazione. La scelta di un abbigliamento così coprente e tecnico, se da un lato ha sollevato qualche sopracciglio tra i fan più legati all'estetica storica del personaggio, dall'altro risponde a una logica di credibilità e di contesto, in cui la sopravvivenza in ambienti impervi viene prima di qualsiasi altra considerazione.

L'addio all'icona sexy: Sophie Turner riscrive il personaggio

Sophie Turner, d'altronde, aveva già anticipato che la sua interpretazione si sarebbe allontanata dai canoni della "bombshell" che avevano reso celebre il personaggio negli anni Novanta -1. In recenti dichiarazioni, l'attrice aveva espresso la volontà di scavare a fondo nella psicologia di Lara, concentrandosi sulle sue motivazioni e sulle cicatrici interiori, piuttosto che sul suo appeal estetico. Questo nuovo outfit, più cupo e funzionale, sembra dunque il riflesso visivo di una volontà precisa: raccontare una Croft più matura, segnata dalle avventure e meno interessata a posare per l'obiettivo. La produzione, che procede spedita, vede un cast di prim'ordine tra cui spiccano nomi come Sigourney Weaver e Jason Isaacs, e lascia presagire una trasposizione che mira a espandere l'universo narrativo del videogioco con ambizione e profondità -2-6.

Niscemi, la terra che continua a franare: oltre milleseicento sfollati

Mentre nel Surrey si girano finzioni avventurose, in Sicilia la realtà ha assunto i contorni di una tragedia silenziosa e inesorabile. La situazione a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, è drammaticamente critica: la frana che ha letteralmente squarciato il fianco della collina, innescata dalla furia del ciclone Harry lo scorso 25 gennaio, non accenna a fermarsi -3-4. Il terreno, un fragile impasto argilloso, continua a scivolare verso valle, portando con sé interi brandelli di tessuto urbano. Le case, alcune delle quali risalivano a secoli fa, sono appese a decine di metri di profondità, con i loro interni squarciati e le auto, inghiottite dalla melma, che sporgono nel vuoto con le ruote all'aria -3.

Indagini e disperazione: l'abisso si allarga sotto i piedi della città

Oltre milleseicento persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, una diaspora silenziosa di famiglie che hanno visto sparire in pochi istanti il lavoro di una vita -4. La procura di Gela ha aperto un'inchiesta per disastro colposo, e gli inquirenti stanno vagliando montagne di documenti e immagini per accertare eventuali responsabilità nella gestione del territorio, dato che l'area era già stata teatro di frane nei secoli scorsi, nel 1790 e poi nel 1997, eppure l'urbanizzazione era proseguita -4. La terra trema ancora, una spia che si muove sotto i piedi di una comunità intera, e la crepa, quel taglio verticale di oltre venticinque metri, si allarga giorno dopo giorno, portando via non solo cemento, ma anche la speranza di un ritorno alla normalità -8.

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