Inter, un'autorete regala il successo a Verona e la squadra di Chivu resta in vetta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'Inter, che sotto la guida di Cristian Chivu sta scoprendo il valore della pazienza e talvolta della fortuna, lascia il Bentegodi con tre punti pesantissimi, strappati nel finale di una partita che, per ammissione degli stessi protagonisti, avrebbe potuto facilmente concludersi con un esito differente. Un pallone calciato quasi in extremis da Nicolò Barella, al novatreesimo minuto, ha trovato la deviazione involontaria del difensore danese, consegnando ai nerazzurri un successo di misura che sa di beffa per i padroni di casa, i quali, dopo aver pareggiato i conti nella frazione centrale del secondo tempo, credevano ormai di aver guadagnato almeno un punto.

Lo schema studiano a tavolino

Alle spalle di questa vittoria, per quanto sofferta, c'è un lavoro meticoloso di preparazione, il quale, nonostante le perplessità iniziali dello stesso Chivu, ha prodotto il suo esito. Angelo Palombo, collaboratore fidato del tecnico, insieme agli analisti coordinati da Filippo Lorenzon aveva infatti proposto una strategia specifica, studiata sulle maglie difensive del Verona e provata in una sola seduta. Lo schema, che prevedeva tre giocatori designati per il tiro dalla distanza e un unico “battitore designato” per le palle inattive, quasi come nel baseball, aveva inizialmente lasciato stranito l'allenatore, il quale ne vedeva soprattutto i potenziali rischi in contropiede, piuttosto che le intrinseche potenzialità offensive.

Le individualità in campo

Se il risultato finale premia la caparbietà dell'Inter, la partita ha messo in luce diverse prestazioni individuali di rilievo, specialmente nella fila del Verona. Il brasiliano ha offerto un'azione di altissima qualità, segnando una rete bellissima e rimanendo al centro dell'azione del fallo di Bisseck, molto discusso. Dall'altra parte, l'algerino Belghali ha dominato la fascia destra, mentre il francese Akpa Akpro è stato un uomo ovunque per i gialloblù, dimostrando una resistenza fisica e un'impronta tattica di livello. Meno incisivi, secondo le valutazioni, si sono rivelati invece i cambi operati dalle due panchine, i quali non hanno modificato gli equilibri in maniera determinante come ci si sarebbe potuti aspettare.

Una vittoria che vale la classifica

Al di là delle considerazioni sul gioco e sulle prestazioni dei singoli, che hanno visto per esempio Lautaro Martínez fermo al gol per la quarta giornata consecutiva e il giovane Bonny alternare una prestazione deludente a partite precedentemente giocate di generosità, i tre punti rappresentano l'unico dato che, in ultima analisi, conta. Questo successo, unito alla contemporanea vittoria del Milan sulla Roma, permette all'Inter di restare aggrappata alle posizioni di vertice della classifica, mantenendosi a ridosso del Napoli nonostante la sconfitta patita nello scontro diretto, un risultato negativo che viene di fatto ammortizzato proprio da questa fortunata affermazione in terra veneta.

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