Rinvio del secondo acconto Irpef a gennaio 2024: ecco a chi spetta
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Redazione Economia
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Il Decreto Anticipi, approvato ad ottobre, contiene misure urgenti in materia economica e fiscale, tra cui il rinvio del secondo acconto Irpef. L'articolo 4 del Decreto stabilisce che, per il solo periodo d'imposta 2023, le persone fisiche titolari di partita IVA con ricavi o compensi non superiori a 170.000 euro nel periodo d'imposta precedente, effettuano il versamento della seconda rata di acconto, esclusi i contributi previdenziali e assistenziali e i premi assicurativi Inail, rispettando una scadenza differita rispetto a quella ordinaria.
Il testo fornisce un'analisi dettagliata delle regole per la determinazione degli acconti INPS 2023 per artigiani, commercianti e professionisti, discutendo i metodi di calcolo (storico e previsionale), la base imponibile e le aliquote applicabili. Viene anche esaminata la Gestione Separata per i lavoratori autonomi non iscritti ad altre casse previdenziali, con dettagli sulle aliquote e i termini di versamento.
L'Agenzia delle Entrate ha chiarito, con la circolare n. 31/E del 2023, il perimetro applicativo del rinvio del versamento delle imposte dovute a titolo di secondo acconto per il periodo d'imposta 2023. Sono oggetto del differimento solo le imposte dovute sulla base del modello Redditi 2023 per l'anno 2022, esclusi quindi contributi previdenziali e INAIL. Potranno differire il versamento le persone fisiche titolari di partita IVA che esercitano attività d'impresa o di lavoro autonomo, purché nell'anno 2022 non abbiano conseguito ricavi o compensi di ammontare non superiore a 170.000 euro.




