Valentino Rossi compie 47 anni, e il padre Graziano non gli fa gli auguri: "Mi ha attaccato duramente, è lui che deve farli a me"
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Redazione Sport
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Il giorno in cui Valentino Rossi spegne quarantasette candeline, un traguardo che segna anche l’addio al suo storico numero 46, la tensione che da mesi avvolge la famiglia Rossi non accenna a diminuire, anzi, trova proprio nella ricorrenza un nuovo, amaro capitolo. Il campione di Tavullia, reduce da un fine settimana in Australia dove ha conquistato un podio alla 12 Ore di Bathurst e fresco protagonista, assieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del filmato d’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, si vede così negato quel gesto, solitamente scontato, che è l’augurio paterno. A rompere il silenzio, in merito, è lo stesso Graziano Rossi, che interpellato dal Resto del Carlino non usa giri di parole per spiegare il motivo di questa assenza, chiudendo di fatto la porta a qualunque fraintendimento circa un possibile riavvicinamento. “Sono stato attaccato molto duramente da Valentino”, ha dichiarato l’ex pilota settantunenne, “è lui casomai che deve fare gli auguri a me, e non io a lui”.
Alle parole aspre di Graziano, che lasciano poco spazio a interpretazioni circa lo stato attuale dei rapporti tra i due, fa da contraltare, seppur con una certa prudenza, la posizione della sua attuale compagna, Ambra Arpino, la stessa che si trova al centro della bufera giudiziaria. È proprio la donna, infatti, a prendere la parola per precisare che, dal canto suo, l’intenzione di fare gli auguri al figlio del compagno c’è eccome, sebbene con una tempistica dettata dalla scaramanzia: “Sì, io gli auguri a Valentino li farò – ha spiegato – ma non oggi, farli prima porta sfortuna”. Un intervento, il suo, che però non si limita al solo aspetto formale della ricorrenza, ma che si allarga inevitabilmente alla vicenda giudiziaria che la vede coinvolta e che rappresenta la radice profonda di questa frattura familiare, un procedimento per circonvenzione di incapace che, secondo quanto riferito dalla stessa Arpino, pare avviato verso una conclusione ben precisa.
La denuncia presentata da Valentino Rossi nei confronti della compagna del padre, accusata di aver sottratto circa duecentomila euro dal conto di Graziano nell’arco di dodici anni, sembra infatti destinata a non avere seguito. “Mi pare che possa esserci un’archiviazione per la denuncia – ha dichiarato la donna – visto che cinque perizie neuropsichiatriche hanno stabilito che Graziano è in grado di intendere e di volere”. Un’affermazione, la sua, che getta una luce significativa sull’intera querelle, perché se è vero, come pare, che il padre del Dottore è stato giudicato perfettamente capace di gestire il proprio patrimonio e le proprie scelte di vita, viene meno il presupposto stesso dell’accusa di circonvenzione, quella presunta fragilità mentale che aveva portato Valentino, nel 2024, a chiedere e ottenere l’amministrazione di sostegno sul genitore. Una nomina, quest’ultima, che era durata fino al marzo del 2025, quando il tribunale di Pesaro, accogliendo la richiesta di Graziano, gliel’aveva revocata, certificandone la piena capacità.




