Graziano Rossi sfida il figlio Valentino: nozze imminenti con Ambra Arpino, la donna denunciata per circonvenzione
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Redazione Sport
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C’è una data, c’è un luogo (anche se tenuto nascosto per garantire la privacy) e c’è una lista ristretta di invitati. La tregua, se mai c’è stata, è durata lo spazio di un attimo. Mentre il clima in casa Rossi resta infuocato da almeno un anno e mezzo – un rogo che brucia tra aule di tribunale, querele e reciproche accuse – Graziano Rossi, il padre del nove volte campione del mondo, ha deciso di compiere un passo irrevocabile. Sposerà Ambra Arpino, la sua compagna di una vita. Il colpo di scena, però, non risiede tanto nell’evento in sé, quanto nel tempismo: lei, la futura sposa, è formalmente indagata dalla Procura di Pesaro dopo la denuncia presentata proprio da Valentino.
Un matrimonio annunciato in piena tempesta giudiziaria
Le pubblicazioni matrimoniali sono state affisse all’albo dei Comuni di Pesaro e Tavullia, un atto amministrativo che rende ufficiale l’iter per le nozze. A dare la notizia, in esclusiva al Resto del Carlino, è stata direttamente Ambra Arpino, la quale ha confermato che i dettagli logistici – dal giorno preciso alla location – sono già stati blindati. Sarà una cerimonia civile, volutamente intima per pochi intimi, ma con un simbolico atto di rottura: non avverrà a Tavullia, la roccaforte simbolica della dinastia Rossi. “Poi – ha aggiunto la donna – ci sarà la festa nella villa di Graziano”. Questo annuncio arriva mentre è ancora calda la polvere sollevata dall’inchiesta che la vede protagonista. Per capire la gravità del momento, bisogna tornare indietro di qualche mese. Valentino Rossi, dopo aver ottenuto per breve tempo l’amministrazione di sostegno sul padre (ruolo poi revocato da un giudice nel marzo del 2025), ha formalizzato una denuncia per circonvenzione di incapace. L’accusa è pesante: la futura moglie di Graziano avrebbe sottratto dal conto corrente di lui circa 200 mila euro, una cifra che secondo gli inquirenti sarebbe stata spostata tramite bonifici (alcuni con la causale “prestito”) e prelievi in contanti nel corso di dodici anni.
La strategia di Ambra Arpino tra attesa e velate minacce
In attesa che i magistrati della Procura decidano se chiedere l’archiviazione o il rinvio a giudizio – termine ultimo fissato a maggio scorso per la chiusura delle indagini – Ambra Arpino ha scelto una linea difensiva tutt’altro che remissiva. Da un lato, ostenta serenità e fiducia nell’operato dei giudici; dall’altro, lancia messaggi che sanno di avvertimento. “Se dovessimo trovarci di fronte a un’archiviazione – ha dichiarato – è bene considerare per chi ha avviato il tutto anche eventuali effetti collaterali”. Parole che lasciano intendere una possibile inversione di rotta giudiziaria a carico di chi l’ha denunciata. La stessa Arpino, funzionaria delle Poste, ha promesso che, una volta chiusa la vicenda, svelerà “per filo e per segno” tutti i retroscena. Nel frattempo, Graziano Rossi ha fatto quadrato attorno alla compagna, difendendola pubblicamente in più occasioni: “Ambra non ha sottratto soldi a nessuno, tutti i soldi che ha avuto glieli ho dati io volontariamente”.
Un secondo fronte caldo: la causa per l’assegno alla figlia Clara
A complicare ulteriormente il già teso quadro familiare, non basta la faida tra padre e figlio primogenito. Si apre un altro capitolo giudiziario, questa volta parallelo, che vede opposti Graziano Rossi e la figlia Clara, nata dal suo secondo matrimonio. Dopo mesi di trattative private andate a vuoto, la questione è finita davanti al tribunale civile di Pesaro. L’oggetto del contendere è l’assegno di mantenimento che il padre, oggi 72enne, avrebbe deciso di interrompere. Clara, che è laureata in lingue e coltiva una passione per la musica, chiede che il sostegno economico continui. La prima udienza, che potrebbe già gettare luce sulle reali volontà di Graziano riguardo alla gestione del proprio patrimonio, è stata fissata per la fine dell’estate del 2026. Un ulteriore banco di prova, questo, che dimostra come il patriarca sia determinato a riscrivere le regole ereditarie e di supporto familiari, andando dritto per la sua strada nonostante le proteste dei figli.




