Insulti social alla prof Isabella Marsilio, la docente accoltellata sostiene la "remigrazione"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Isabella Marsilio, la professoressa di 66 anni accoltellata in classe da uno studente di 13 anni all'istituto Giovanni Verga di Centocelle, è finita al centro di una nuova ondata di polemiche sui social. Dopo l'intervista in cui ha raccontato l'aggressione subita, sulla sua pagina Facebook sono comparsi numerosi commenti di critica e insulti, legati alle sue posizioni politiche espresse in passato a favore della "remigrazione".

La polemica sulla "remigrazione"

La vicenda ha assunto una piega inattesa quando, intervistata da Repubblica, la docente ha spiegato di non trovare alcuna contraddizione tra le sue idee espresse sui social e il fatto di essere stata salvata da uno studente di origine congolese che ha bloccato l'aggressore. «Non c'è nulla di incongruente tra un'idea che esprimo sui social e applaudire a un ragazzino che mi ha salvata. Le mie idee non cambiano», ha dichiarato Marsilio, aggiungendo che il suo studente del Congo «ha tutti i diritti per stare qui e gli dovrebbero dare una medaglia».

La professoressa ha poi precisato la sua posizione: «Diverso è per chi viene qui e delinque».

Gli insulti social dopo l'intervista

Sotto al post pubblicato da Repubblica, si è scatenata una vera e propria bufera di commenti ostili. Alcuni utenti hanno attaccato la docente per le sue posizioni, definendola «una prof. favorevole alla remigrazione. Però....». Altri hanno rincarato la dose con espressioni ben più dure: «Come selezioniamo questi professori? Massima comprensione per l'alunno che ha compiuto un gesto gravissimo e zero empatia per il ragazzo straniero? Ma tutto bene?».

Non sono mancati commenti che hanno messo in contrapposizione la sorte dei due studenti: «Fortuna che lo studente originario della repubblica democratica del Congo ha un livello di umanità maggiore del suo». La pagina Facebook della professoressa, dove comparivano post legati al tema della remigrazione e contro «la società multietnica», risulta ora non più visibile.

Le opinioni politiche della docente

Il dibattito si inserisce in un contesto politico italiano particolarmente acceso sul tema. La "remigrazione" è un concetto promosso da frange dell'estrema destra, con proposte di legge che prevedono espulsioni di massa e incentivi per il rimpatrio volontario. Nei mesi scorsi, un comitato denominato Remigrazione e Riconquista aveva raccolto oltre 150.000 firme per una proposta di legge che prevede l'allocazione di un miliardo di euro per un programma nazionale di rimpatrio volontario assistito, escludendo però i migranti irregolari e i condannati per reati gravi.

La posizione espressa dalla professoressa Marsilio sui social si colloca in questo alveo politico, suscitando reazioni tanto accese proprio per il contesto in cui la vicenda si è verificata.

La professoressa: "Non provo rancore"

Nonostante gli insulti e le polemiche, la docente ha mantenuto una posizione di apertura nei confronti del suo aggressore. «L'ho già perdonato, vorrei incontrarlo per farmi spiegare quest'odio verso di me», ha dichiarato Marsilio, spiegando di voler capire da cosa derivasse tanta rabbia. La professoressa è stata dimessa dall'ospedale Vannini con una prognosi di sette giorni: i tre fendenti, sferrati nella zona sotto l'ascella, non hanno leso organi vitali. Questo doveva essere il suo ultimo anno di insegnamento prima della pensione.

Il figlio Stefano Tersigni, all'indomani dell'accaduto, ha rilanciato la richiesta di installare metal detector nelle scuole, sottolineando come siano stati spesi soldi in armamenti senza prevedere fondi per la sicurezza degli istituti.

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