Insulti social alla prof Isabella Marsilio accoltellata a scuola: bufera sulla “remigrazione”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La professoressa Isabella Marsilio, aggredita in classe da uno studente di 13 anni all’istituto Giovanni Verga di Centocelle, è finita al centro di una nuova ondata di polemiche. Dopo l’intervista in cui ha raccontato l’accoltellamento, sulla sua pagina Facebook sono comparsi numerosi commenti, alcuni critici verso le sue posizioni politiche, altri apertamente offensivi. La vicenda, già di per sé drammatica, si è così spostata dal piano della cronaca a quello del dibattito pubblico, con la docente trasformata in bersaglio di attacchi personali.

Nel corso dell’intervista rilasciata a Repubblica, Marsilio ha confermato le proprie convinzioni sulla cosiddetta “remigrazione”, spiegando di non vedere alcuna contraddizione tra le sue idee espresse sui social e il fatto che a salvarla sia stato un compagno di classe di origine congolese. «Non c’è nulla di incongruente tra un’idea che esprimo sui social e applaudire a un ragazzino che mi ha salvata», ha dichiarato, aggiungendo che lo studente merita «tutti i diritti per stare qui e gli dovrebbero dare una medaglia».

La docente ha poi precisato che la sua posizione resta invariata: «Diverso è per chi viene qui e delinque».

L’intervento decisivo durante l’aggressione è stato quello di un tredicenne di origine congolese, ospite di una vicina casa famiglia in quanto minorenne non accompagnato. Quando ha visto la classe arretrare impaurita, il giovane si è lanciato contro il compagno che stava colpendo la professoressa e gli ha strappato di mano il coltello, un pugnale da sub con una lama di circa venti centimetri. L’aggressore ne nascondeva un secondo infilato nella cintura dei pantaloni.

L’arma è stata sottratta con uno scatto, mentre il tredicenne continuava a urlare il nome della docente.

Secondo il racconto della stessa Marsilio, il giovane è entrato in aula intorno alle 9,20 indossando un casco da ciclista munito di telecamera e occhiali protettivi. Dopo aver spruzzato dello spray al peperoncino sul volto della docente, l’ha colpita tre volte all’altezza dell’ascella sinistra con un pugnale seghettato. «Non ha mai detto parola. Niente. Né prima, né dopo», ha riferito la professoressa, descrivendo lo sguardo del ragazzo come «gelido, freddo, senza anima».

Il 13enne, che secondo quanto emerso dalle indagini aveva pianificato l’azione e l’aveva annunciata sui social con un conto alla rovescia, avrebbe dovuto recuperare proprio quella mattina un debito in storia.

Sotto i post pubblicati sulla pagina Facebook della docente si sono alternati messaggi di solidarietà e commenti critici, con il confronto che in alcuni casi ha assunto toni particolarmente duri. Tra le frasi riportate figurano attacchi personali e osservazioni sulla presunta contraddizione tra l’atteggiamento comprensivo mostrato verso lo studente che l’ha aggredita e le sue posizioni sull’immigrazione.

Alcuni utenti hanno messo in discussione l’opportunità che una docente della scuola pubblica sostenga determinate idee politiche, altri hanno rivolto accuse dirette alla sua persona.

Il Tribunale per i minorenni di Roma ha aperto un’istruttoria sul tredicenne e valuta l’avvio di una procedura civile per l’adozione di misure rieducative, non di natura penale, dato che il ragazzo non è imputabile per via dell’età inferiore ai 14 anni. Gli accertamenti sono stati affidati ai carabinieri e ai servizi sociali del Municipio, chiamati a ricostruire il contesto familiare e personale del minore.

I carabinieri hanno inoltre effettuato una perquisizione informatica sullo smartphone del ragazzo e sul dispositivo della madre, sul quale erano state scaricate le carte di credito utilizzate per acquistare i coltelli.

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