Prof accoltellata a Roma, i genitori del 13enne sapevano dei problemi del figlio: la mail di scuse

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La famiglia dello studente che ha accoltellato la professoressa Isabella Marsilio alla scuola media Giovanni Verga di Centocelle, a Roma, era consapevole dei problemi del figlio. A riferirlo ai carabinieri sono stati gli stessi genitori del tredicenne, che hanno poi scelto lo strumento della mail per chiedere scusa alla docente, ferita gravemente venerdì mattina in classe. La professoressa, dimessa in giornata dall'ospedale, aveva subito dichiarato di aver perdonato il ragazzo e di essere pronta ad aiutarlo a superare il disagio.

Il quadro delle indagini

Il tredicenne ha confessato in caserma, tra le lacrime, di aver agito per rancore: «La odiavo, volevo punirla perché sono arrivato in terza media con due debiti in italiano e storia», ha ammesso davanti ai militari della compagnia Casilina. L'aggressione è stata preparata nei dettagli: il ragazzo è entrato in istituto, si è recato in bagno e ha indossato un caschetto da ciclista con un telefono fissato sulla sommità, oltre a un paio di occhiali protettivi da softair.

Dallo zaino ha estratto due coltelli da sub, uno agganciato alla cintura e l'altro impugnato per colpire la docente nella zona subascellare, dopo averle spruzzato sul volto uno spray urticante. L'azione è stata interrotta dal pronto intervento di un compagno di classe di origini congolesi, che lo ha bloccato e gli ha fatto cadere la lama.

La diretta social e la pista degli istigatori

Prima di entrare in aula, il ragazzo aveva avviato una videochiamata su Telegram con un gruppo ristretto di utenti, i cui profili sono ora al centro degli accertamenti. Nella notte precedente aveva pubblicato sui social un messaggio con la scritta “Meno cinque ore”, interpretato dagli inquirenti come l'annuncio dell'aggressione. Su un profilo TikTok riconducibile al tredicenne erano presenti contenuti legati a omicidi, stragi e video-tributi ad autori di massacri scolastici, materiali che facevano riferimento alla cosiddetta True Crime Community.

I carabinieri hanno eseguito una perquisizione informatica sul suo smartphone e su quello della madre, sul quale erano salvate le carte di credito utilizzate per acquistare i coltelli e gli occhiali da softair. Gli investigatori stanno verificando l'identità dei partecipanti alla diretta e l'eventuale ruolo di istigatori, con una pista che porta a gruppi estremisti attivi online, anche di matrice suprematista.

Il fascicolo al tribunale dei minori

Il tredicenne, essendo under 14, non è imputabile secondo la legge italiana. Il Tribunale per i minorenni di Roma ha aperto un'istruttoria e valuta l'avvio di una procedura civile per l'adozione di misure rieducative, dall'affidamento ai servizi sociali al collocamento in una struttura educativa. Gli accertamenti sono stati affidati ai carabinieri e ai servizi sociali del Municipio, chiamati a ricostruire il contesto familiare e personale del ragazzo.

La professoressa Marsilio, 66 anni, al suo ultimo anno di servizio prima della pensione, è stata medicata con una prognosi di sette giorni per le ferite riportate e ha lasciato l'ospedale Vannini nel pomeriggio del giorno stesso dell'aggressione.

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