Prof accoltellata a Roma, Crepet: "Nessun docente avrà più coraggio di insegnare"
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Redazione Interno
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L'aggressione alla professoressa Isabella Marsilio, avvenuta venerdì mattina all'istituto Giovanni Verga di Centocelle, a Roma, continua a far discutere. I carabinieri hanno ascoltato la preside e i testimoni presenti in aula al momento dell'accoltellamento, tra cui due ragazzi: uno è lo studente congolese che ha bloccato l'aggressore. La procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Roma è stata informata della vicenda, ma il ragazzo, avendo 13 anni, non è imputabile secondo la legge italiana.
Le indagini e la ricostruzione
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l'aggressione sarebbe stata preparata nei dettagli e annunciata sui social con ore di anticipo, dopo una "vestizione" nel bagno della scuola. Gli inquirenti stanno ora cercando i complici del tredicenne, con particolare attenzione a chi era in videochiamata con lui su Telegram durante l'attacco. La professoressa Marsilio, 66 anni, è stata colpita mentre si trovava in aula, in un episodio che ha scosso profondamente l'ambiente scolastico e non solo.
La vita del tredicenne e il contesto sociale
La vita del giovane, identificato con il nome di fantasia Alessio, si svolge in un perimetro ristretto di quattrocento metri che separa il parco Achille Grandi, in via Tiburtina, da largo Girolamo Cocconi. Casa e scuola rappresentano i suoi punti di riferimento quotidiani. È cresciuto giocando alle giostre davanti al bar e alla pizzeria al taglio all'angolo con via Cocconi, e venerdì ha percorso il solito tragitto verso l'aula al primo piano dell'istituto comprensivo Verga. Nel quartiere si parla di un ragazzo che praticava karate e boxe, per poi chiudersi in casa.
Le parole di Crepet e la tendenza degli attacchi
Sulla vicenda è intervenuto lo psichiatra Paolo Crepet, che ha commentato con toni durissimi quanto accaduto. "Nessun docente avrà più coraggio di insegnare. Lo Stato si schieri dalla loro parte", ha dichiarato, sottolineando la gravità della situazione e la necessità di un intervento istituzionale a tutela degli insegnanti.
L'aggressione alla professoressa romana rischia di essere la conferma di una tendenza preoccupante, rappresentata da una serie di punti ormai consueti: attacchi portati da minorenni, con uso frequente di lame, contro insegnanti o altre persone considerate dei bersagli, e il ricorso a video e telefonini per filmare il gesto in diretta, annunciarlo e trasformarlo in un messaggio da diffondere in rete.
Il quadro normativo e le reazioni
La legge italiana stabilisce che i minori di 14 anni non sono imputabili, il che solleva interrogativi sulle misure da adottare in casi come questo. La procura per i minorenni sta valutando il da farsi, mentre la scuola e le autorità locali cercano di comprendere come sia stato possibile che un episodio del genere si verificasse all'interno di un istituto scolastico. I carabinieri continuano a raccogliere testimonianze e a esaminare i dispositivi elettronici del ragazzo per fare luce sulla vicenda e identificare eventuali complici.
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