Paolo Genovese riflette su amore e voci interiori con «Follemente»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Paolo Genovese, regista noto per aver saputo raccontare con ironia e profondità le dinamiche umane in film come Perfetti sconosciuti, torna al cinema con Follemente, una commedia che esplora le relazioni amorose attraverso il filtro delle voci interiori. Il film, distribuito da 01 Distribution e disponibile nelle sale dal 20 febbraio, si presenta come un viaggio leggero ma non banale dentro i meccanismi della mente, dove emozioni e razionalità si scontrano per prendere il sopravvento.
La trama ruota attorno a due protagonisti, interpretati da Edoardo Leo e Pilar Fogliati, alle prese con un primo appuntamento che diventa il pretesto per mettere in scena le loro voci interiori. Queste, personificate da attori come Vittoria Puccini, rappresentano le diverse sfaccettature del carattere: dalla razionalità del Professore alla passionalità di Eros, passando per il romanticismo di Romeo e la paranoia di Valium. Un’idea che, seppur non del tutto originale – richiama infatti film come Inside Out o Ma che ti passa per la testa? –, trova nel tocco di Genovese una cifra stilistica unica, capace di mescolare humor e riflessione.
Il regista, ospite della puntata del 20 febbraio di Deejay Chiama Italia, ha svelato alcuni retroscena del progetto, nato da un’intuizione risalente al 1999, durante la lavorazione di uno spot per la Rai. «Mi fa piacere l’accostamento a Inside Out, un capolavoro», ha dichiarato Genovese, sottolineando però l’originalità del suo approccio. Questo è il suo quattordicesimo lavoro cinematografico, nonché la quarta collaborazione con Vittoria Puccini, dopo Tutta colpa di Freud, The Place e Il primo giorno della mia vita.
Follemente si distingue per la sua capacità di far ridere senza rinunciare a interrogare lo spettatore sulle scelte che definiscono le relazioni amorose. I 97 minuti di pellicola scorrono veloci, tra battute fulminanti e situazioni grottesche, ma lasciano spazio a momenti di autentica introspezione. La scelta di dare un volto e un corpo alle emozioni, oltre a rendere il film visivamente accattivante, permette di esplorare con leggerezza temi complessi, come il conflitto tra cuore e ragione.




