Rc auto, l’aumento fiscale del 2026 e le strategie per difendere il portafoglio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il panorama delle assicurazioni auto in Italia si delinea, per il prossimo futuro, con contorni sempre più onerosi per gli automobilisti, i quali si trovano a fronteggiare non solo la dinamica dei premi dettata dal mercato ma anche un intervento legislativo che ne altera in modo significativo la struttura di costo. Una delle misure contenute nell'emendamento omnibus al Disegno di legge di Bilancio, infatti, prevede che l'aliquota relativa ai rischi di infortunio al conducente e di assistenza stradale, componente della polizza Rc auto, salirà dal 2,5% al 12,5% per tutti i contratti che verranno stipulati o rinnovati a partire dal primo gennaio 2026. Una manovra, questa, che si stima genererà un gettito di 115 milioni a partire dall'anno di riferimento e che si inserisce in un contesto già caratterizzato da rincari continui, tanto che molti assicurati hanno constatato aumenti sensibili al momento del rinnovo, anche in assenza di sinistri o modifiche alla copertura.

Il paradosso dei premi in crescita nonostante l'assenza di sinistri

Proprio l'esperienza di un lettore, possessore di un'auto immatricolata nel 2009 e con un profilo di rischio invariato, ben esemplifica una tendenza diffusa: la sua polizza è stata rinnovata con un aumento del 50% sul premio annuale, un dato che si scontra con l'aspettativa di una tariffa stabile o in calo. Questo accade perché la tariffazione, che tiene conto di fattori macroeconomici come l'inflazione e il costo medio dei sinistri, si riflette su tutte le categorie di veicoli, compresi quelli più datati, i quali pure beneficiano di un valore di mercato ridotto. È un meccanismo che penalizza chi, pur guidando in modo attento e senza colpe, subisce le conseguenze di un contesto generale in cui gli indennizzi, soprattutto per danni fisici, hanno visto un'impennata dei costi.

Le leve a disposizione dell'assicurato per un controllo attivo

Di fronte a questo scenario, che qualcuno definisce una "stangata" annunciata, non resta che adottare un approccio proattivo nella gestione della polizza, sfruttando quelle opzioni che il contratto di assicurazione mette comunque a disposizione. La scelta della franchigia, ad esempio, rappresenta uno strumento potente: accettando di farsi carico di una prima parte di danno in caso di sinistro, si ottiene una riduzione immediata e consistente del premio, una mossa che conviene a chi guida poco o in contesti a basso rischio. Allo stesso modo, l'installazione di dispositivi telematici "black box", che monitorano lo stile di guida, può tradursi in sconti significativi per i conducenti più prudenti, creando una tariffazione su misura che premia i comportamenti virtuosi.

Il confronto come pratica indispensabile e la razionalizzazione delle garanzie

Un'altra arma a disposizione, spesso sottovalutata per pigrizia o per un malinteso senso di fedeltà alla compagnia, rimane il confronto sul mercato, operazione resa oggi più semplice dai comparatori online e dagli agenti. Cambiare assicuratore al momento del rinnovo può portare a risparmi anche sostanziali, perché le nuove compagnie, per acquisire clienti, offrono regolarmente condizioni di ingresso vantaggiose. Parallelamente, è utile passare in rassegna le garanzie accessorie sottoscritte: molte polizze, nel tempo, si arricchiscono di coperture superflue o poco utilizzate, il cui costo, se sommato, incide sul totale. Valutare con attenzione se mantenere l'assistenza stradale o la tutela legale, magari già coperta da altri servizi, permette di limare il premio verso l'essenziale, preservando la protezione fondamentale dalla responsabilità civile verso terzi, che per legge non è negoziabile.

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