Trump ridisegna la mappa del Nord America: Islanda, Canada e Groenlandia sotto la bandiera a stelle e strisce

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una mappa dell'America del Nord quasi interamente avvolta nella bandiera a stelle e strisce, dal Canada alla Groenlandia, all'Islanda fino al Messico e ai Caraibi. È l'immagine pubblicata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul suo profilo Truth Social, nel mezzo di una nuova raffica di post e immagini provocatorie che hanno immediatamente scatenato reazioni diplomatiche e polemiche internazionali.

Nella cartina postata dal tycoon, la scritta "United States of America" campeggia al centro del continente, mentre i colori della bandiera americana si estendono ben oltre gli attuali confini degli Stati Uniti, ricoprendo Canada, Groenlandia, Islanda, Messico, America Centrale e numerose isole dei Caraibi.

La replica di Reykjavík e la convocazione dell'ambasciatore

L'Islanda è stata la prima a reagire ufficialmente alla provocazione, annunciando di aver convocato l'ambasciatore statunitense a Reykjavík per esprimere una ferma obiezione. La ministra degli Esteri islandese, Thorgerdur Katrin Gunnarsdottir, ha dichiarato all'emittente RUV che durante la riunione è stato chiarito come il post fosse del tutto inappropriato.

Il governo islandese ha presentato una protesta ufficiale agli Stati Uniti, spiegando al diplomatico Billy Long – che in precedenza si era già scusato per aver scherzato sulla possibilità che l'isola artica diventasse il 52esimo stato degli USA con lui come governatore – che l'immagine era semplicemente inaccettabile.

Canada, Groenlandia e Messico nel mirino

Oltre all'Islanda, la mappa di Trump include anche il Canada, coinvolto in una guerra commerciale con Washington e che il presidente americano sogna di far diventare il 51esimo Stato degli Stati Uniti; la Groenlandia, territorio autonomo danese considerato strategico per la sicurezza e gli equilibri dell'Artico; e il Messico, con il quale i rapporti restano complicati sul fronte dei dazi e della gestione dei flussi migratori.

La pubblicazione della mappa arriva in un momento particolarmente delicato per i rapporti tra Washington e i Paesi nordatlantici: solo pochi giorni fa, gli islandesi avevano respinto in un referendum il tentativo del governo di rilanciare i negoziati per l'adesione all'Unione europea, un voto influenzato in parte anche dai progetti di Trump sulla Groenlandia, che dista appena trecento chilometri dalle coste islandesi.

Un presidente "meme lord" tra AI e provocazioni digitali

Il post con la mappa del Nord America si inserisce in una serie di pubblicazioni che Trump ha diffuso sui social durante il lungo weekend del Labor Day. In poco più di ventiquattr'ore, il presidente ha condiviso decine di immagini e video – molti dei quali generati dall'intelligenza artificiale – che vanno dalla foto che lo ritrae a cavallo accanto a George Washington nello Studio Ovale, alla cartina dell'Iran con la sagoma della sua testa sovrapposta, passando per un'immagine che ribattezzava lo Stato del New Mexico in "New America".

La Casa Bianca non ha annunciato alcuna iniziativa formale per modificare il nome dello Stato, ma la provocazione ha fatto scattare la reazione della politica locale: la governatrice Michelle Lujan Grisham ha ricordato che il nome del New Mexico "non è in discussione", mentre senatori e deputati dello Stato hanno respinto pubblicamente l'ipotesi.

La risposta della Commissione europea e il contesto delle tensioni nordatlantiche

Anche la Commissione europea è intervenuta sulla vicenda, con la portavoce Paula Pinho che ha dichiarato nel briefing quotidiano con la stampa come le uniche discussioni ufficiali di cui l'esecutivo comunitario sia a conoscenza in merito alle mappe riguardino la recente risoluzione delle Nazioni Unite su come rappresentare il pianeta Terra.

La risposta europea arriva mentre il confronto sulla Groenlandia è diventato uno dei dossier più sensibili all'interno della Nato: il presidente americano ha ripetutamente manifestato l'intenzione di ottenere il controllo dell'isola, territorio autonomo appartenente al Regno di Danimarca, e Nuuk e Copenaghen hanno respinto l'ipotesi, con la premier danese che aveva dichiarato come "la Groenlandia appartenga ai groenlandesi e non sia in vendita".

Le tensioni tra Washington e i tradizionali partner nordatlantici si inseriscono in un quadro più ampio di ridefinizione degli equilibri geopolitici nell'Artico, dove gli Stati Uniti hanno annunciato l'ordine di quarantotto rompighiaccio per rafforzare la propria posizione in un'area che il tycoon considera sempre più importante per la sicurezza nazionale.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.