Criscito e il Genoa: "Servono decisione e cattiveria"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Alla vigilia della delicatissima trasferta sul campo del Sassuolo, l'atmosfera a Villa Rostan, dove il Genoa si prepara alla sfida, è carica di una tensione che va ben oltre la normale inquietudine da partita. Domenico Criscito, figura storica e amatissima del club, si è presentato in conferenza stampa affiancato da Roberto Murgita, delineando i contorni di una situazione d'emergenza, scaturita dalla risoluzione consensuale che ha allontanato Patrick Vieira a soli due giorni dal match. L'approccio, come ha sottolineato lo stesso Criscito, non può concedere spazio ai sentimentalismi, per quanto potenti possano essere le emozioni che legano un uomo, cresciuto qui da ragazzino e poi divenuto capitano, a questi colori. "Non c’è tempo per le emozioni in questo momento", ha dichiarato con pragmatismo, consapevole che l'unica cosa che conta immediatamente è il risultato sul campo di Reggio Emilia, una partita che per il Genoa ha il sapore della salvezza.

Un problema da affrontare con determinazione

Le parole di Criscito, il quale siederà in panchina con Murgita in attesa che il club individui un nuovo tecnico - con Daniele De Rossi che sembra essere il favorito - non si sono limitate a descrivere la transizione tecnica. Egli ha infatti messo il dito in una piaga aperta, un malessere che i tanti colloqui avuti con i giocatori hanno reso evidente. "Ieri ho parlato con tanti giocatori e se perdi tante partite all’ultimo un problema c’è", ha affermato, riconoscendo l'esistenza di una difficoltà mentale o tattica nel gestire le fasi conclusive degli incontri. Una tendenza, questa, che ha però voluto circoscrivere, notando come, "tranne contro Cremonese e Lazio, la prestazione c’è sempre stata". Nonostante ciò, la sua conclusione è netta e ammette la necessità di un cambiamento: "Qualcosa va cambiato comunque".

L'importanza di un inizio aggressivo

La ricetta immediata proposta dal duo tecnico ad interim si basa su una presa di coscienza collettiva e su un atteggiamento diametralmente opposto alla fragilità mostrata in alcuni frangenti. Criscito ha infatti indicato la strada maestra, che passa per un approccio mentale feroce e determinato sin dal fischio d'inizio. "Sarà necessario entrare in campo decisi e cattivi", ha sentenziato, attribuendo un'importanza cruciale alla fase di avvio della contesa. "Perché i primi dieci-quindici minuti sono importanti", ha aggiunto, quasi a voler marcare con una ripetizione voluta il concetto che un buon avvio può condizionare l'intero sviluppo del match. Un'idea, la sua, che mira a forgiare una squadra compatta e aggressiva, pronta a lottare per ogni palla.

Il lavoro di Murgita per liberare le menti

Dal canto suo, Roberto Murgita ha raccontato il primo, concreto passo compiuto insieme a Criscito per preparare la squadra alla prova di lunedì. Un'operazione che è partita necessariamente da un'azione di reset psicologico, considerando la delusione per la sconfitta subita contro la Cremonese. "La prima cosa che abbiamo fatto – ha spiegato Murgita – è stata quella di cancellare dalla testa dei ragazzi la partita con la Cremonese". L'obiettivo dichiarato è stato quindi quello di "cominciare a concentrarci esclusivamente tutti insieme sulla gara col Sassuolo". Un lavoro che punta a costruire un muro di unità attorno al gruppo, spingendo ogni elemento a "giocare una partita da Genoa", come hanno ribadito entrambi, onorando quella maglia che in momenti così difficili rappresenta un impegno ancor più gravoso e simbolico.

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