Criscito e il Genoa: "Servono determinazione e cattiveria in campo"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Alla vigilia della decisiva trasferta sul campo del Sassuolo, l'atmosfera a Villa Rostan, dove si è tenuta la conferenza stampa, è stata definita da un realismo consapevole delle difficoltà ma anche da una dichiarata volontà di riscatto. Domenico Criscito, figura storica del club genovese, affiancato in questa fase ad interim da Roberto Murgita, ha tracciato senza mezzi termini la strada da percorrere per tentare di invertire una rotta che, fino a questo momento, ha visto la squadra raccogliere risultati deludenti. «Bisognerà entrare in campo decisi e cattivi», ha affermato con tono perentorio l'ex capitano rossoblù, sottolineando come l'approccio iniziale sarà fondamentale, poiché «i primi dieci-quindici minuti sono importanti» per imprimere il segno della partita.

L'analisi di una situazione complicata

Criscito, il quale ha condiviso con Murgita la responsabilità della panchina dopo la risoluzione consensuale con Patrick Vieira, non ha nascosto l'esistenza di un problema di natura mentale che affligge la squadra, un aspetto emerso con forza nelle ultime, brucianti, sconfitte giunte tutte nel finale di gara. «Ieri ho parlato con tanti giocatori», ha rivelato, «e se perdi tante partite all’ultimo un problema c’è». Tuttavia, ha tenuto a precisare come, fatta eccezione per gli incontri con Cremonese e Lazio, la prestazione di fondo sia stata comunque presente, un dato che lascia intravedere un potenziale inespresso più che una crisi tecnica irreversibile. È sua convinzione, infatti, che «qualcosa va cambiato comunque» nell'approccio generale, un cambiamento che deve partire dalla testa dei calciatori.

Il peso di una maglia e la necessità di libertà mentale

Il compito che attende la coppia di tecnici, la quale vanta un legame profondissimo con le sorti del club più antico d'Italia avendo collezionato centinaia di presenze tra panchina e campo, è quindi duplice: risollevare un Genoa attualmente ultimo in classifica e, al contempo, restituire ai tifosi una squadra di cui potersi di nuovo riconoscere. «Sappiamo cosa significa giocare nel Genoa», ha spiegato Murgita, lasciando intendere che il loro ruolo va oltre la semplice tattica, trasformandosi in un ponte tra lo spogliatoio e la storia della società. Criscito, da parte sua, ha insistito sul concetto di liberazione: «Dobbiamo liberare la testa e onorare la maglia», un invito esplicito a giocare senza il fardello dell'ansia e delle pressioni, abbracciando invece l'orgoglio di rappresentare i colori rossoblù.

Obiettivo: riportare i tifosi dalla propria parte

L'obiettivo immediato, oltre al risultato sul campo del Mapei Stadium, è chiaramente quello di riconquistare la fiducia del pubblico, un elemento considerato vitale. «Vogliamo riportare i tifosi dalla nostra parte», ha dichiarato Criscito, sintetizzando in questa frase la missione principale di questa nuova, seppur temporanea, gestione. Per farlo, non basta una buona prestazione, ma è necessario «una partita da Genoa», un'espressione che racchiude in sé l'idea di carattere, cuore e quella determinazione che, secondo le sue parole, è mancata nei momenti cruciali. La richiesta fatta alla squadra, pertanto, verte proprio su questi principi: ritrovare l'identità e la compattezza che possano servire da base per una reazione concreta.

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