È morto Giancarlo Santalmassi, la voce che raccontò il rapimento di Moro

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il giornalismo italiano perde uno dei suoi volti più autorevoli: Giancarlo Santalmassi, storico conduttore e caposervizio del Tg2, è morto a 83 anni nella clinica romana Quisisana, dove era ricoverato. La sua carriera, iniziata nel 1961 tra le fila della Rai, ha attraversato oltre mezzo secolo di storia nazionale, segnando un’epoca in cui l’informazione televisiva e radiofonica si faceva strumento di rigore e, al tempo stesso, di rottura con gli schemi tradizionali.

Nato a Roma il 20 ottobre 1941, Santalmassi approdò al giornalismo collaborando con Panorama prima di entrare in Rai, dove divenne uno dei primi a sperimentare una conduzione "all’americana", asciutta e diretta. Ma fu il 16 marzo 1978 a consegnarlo alla memoria collettiva: alle 10.01.30, in un’edizione straordinaria del Tg2, fu lui a dare per primo la notizia del rapimento di Aldo Moro e dell’uccisione della scorta per mano delle Brigate Rosse. Quel volto serio e composto, quella voce ferma, rimasero impressi negli italiani come simbolo di un giornalismo che non indulgeva alla retorica, ma si faceva cronaca pura.

Direttore di Radio24 dal 2005 al 2008, Santalmassi ha sempre incarnato una professionalità irremovibile, tanto da meritarsi la definizione di "uomo con la schiena dritta". Un approccio che, come spesso accade, non gli risparmiò tensioni con il potere politico, abituato a preferire voci più accomodanti. Eppure, proprio quella coerenza lo rese un punto di riferimento per intere generazioni di colleghi, che in lui riconobbero non solo un maestro di stile, ma anche un esempio di integrità.

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