Addio a Emilio Fede, storico volto del giornalismo televisivo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Se n’è andato, all’età di 94 anni, Emilio Fede, una delle figure più iconiche – e inevitabilmente controverse – del giornalismo italiano. La notizia della scomparsa è giunta ieri pomeriggio attraverso le commosse parole della figlia Sveva, che ha annunciato il decesso avvenuto nella residenza San Felice di Segrate, dove l’ex direttore del Tg4 era ricoverato da tempo. La sua carriera, iniziata in Rai all’alba degli anni Sessanta, lo ha visto ascendere da inviato a conduttore e poi a direttore del telegiornale di punta dell’azienda pubblica, un percorso durante il quale divenne testimone di alcuni degli eventi più cupi della storia repubblicana, come quando, nel 1978, lesse in video il volantino con cui le Brigate Rosse rivendicavano il rapimento di Aldo Moro.

La sua seconda vita professionale, quella che lo ha reso un personaggio popolare e al tempo stesso molto discusso, coincise con l’approdo a Mediaset, dove assunse la guida del Tg4. Fu lì che il suo stile teatrale e diretto trovò la sua massima espressione, segnando un’epoca e un modo di fare informazione. A lui si deve, ad esempio, il celebre annuncio dell’inizio della Guerra del Golfo nel 1991, un servizio che, trasmesso dal neonato Studio Aperto, batté sul tempo tutti i concorrenti e dimostrò la sua innata attitudine per la diretta e per il colpo di scena.

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