La scomparsa di Emilio Fede, il volto che inventò un genere oltre il giornalismo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Emilio Fede, figura storica del giornalismo televisivo italiano, è morto oggi, martedì 2 settembre, all’età di 94 anni. Il decesso è avvenuto nella Residenza San Felice di Segrate, in provincia di Milano, dove l’ex direttore del Tg4, ormai lontano dai riflettori, era ricoverato da tempo; le sue condizioni, come confermato dai familiari e dai medici curanti, si erano bruscamente aggravate nelle ultime ore, ponendo fine a una esistenza lunga e intensamente vissuta. Con lui se ne va un pezzo della storia mediatica del paese, un uomo il cui percorso professionale ha finito per incarnare, più di ogni altro, la commistione tra informazione e potere.
Nativo di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, dove era nato il 24 giugno del 1931, Fede mosse i primi passi nel mondo del giornalismo negli anni Cinquanta, collaborando con diverse testate cartacee prima di approdare in Rai, palcoscenico che in quegli anni forgiava i volti destinati a diventare familiari nelle case degli italiani. Fu proprio lì, tra telegiornali e programmi di attualità, che affinò quel registro comunicativo diretto e popolare che lo avrebbe poi reso immediatamente riconoscibile. Quell’esperienza, seppur formativa, rappresentò soltanto il prologo di una carriera il cui capitolo decisivo si sarebbe scritto altrove.
Il suo approdo a Mediaset, e la successiva nomina alla guida del Tg4, segnò l’apice della sua parabola professionale e l’invenzione di uno stile inconfondibile, che andava ben oltre i canoni tradizionali del giornalismo. Fede, come scrisse Aldo Grasso, inventò un genere a sé stante: un condottiero dell’informazione che ostentava una venerazione senza filtri per Silvio Berlusconi, al quale era legato da un rapporto che lui stesso definì fraterno. «Io e lui, e non sono il solo, eravamo come fratelli», dichiarò in una celebre intervista, descrivendo un legame che travalicava i confini professionali per entrare in quelli, più opachi, dell’amicizia personale e della lealtà assoluta.




