Emilio Fede, le memorie di un volto storico del giornalismo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La scomparsa di Emilio Fede ha rievocato, inevitabilmente, un'epoca precisa del giornalismo televisivo italiano, riportando in superficie una costellazione di ricordi personali e professionali che ne tratteggiano la figura complessa. Tra i tanti, spicca l'immagine indelebile del suo servizio in diretta durante l'attentato alle Torri Gemelle, un momento in cui la sua narrazione, sebbene concitata, riuscì a catturare lo sbigottimento planetario di fronte a un evento che avrebbe cambiato la storia. Quella telecronaca, che lo vide mostrare il secondo aereo schiantarsi contro la torre, rimane forse il suo contributo più riconosciuto a livello internazionale, un frammento di storia trasmesso attraverso il suo sguardo.
La sua lunga carriera, però, fu segnata anche da battaglie più terrene, come quando, alla guida del Tg4, si trovò a dover fronteggiare il rinvio alle Camere della legge Gasparri da parte dell'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. In quelle ore concitate, in redazione, si discuteva animatamente della possibilità che a Silvio Berlusconi venisse tolto il canale Rete 4, di cui Fede era il direttore, un ruolo che svolse con uno zelo che gli è stato universalmente riconosciuto. In quel periodo, il suo telegiornale divenne un laboratorio di stile comunicativo, un punto di riferimento per molti giovani che sognavano di entrare nel mondo della tv.
Proprio ai più giovani, Fede dedicò una parte significativa della sua attenzione, plasmando talenti che sarebbero poi diventati volti noti. Paolo Brosio, che da giovane arrivò a Milano "come un panetto di Das informe", trovò in lui lo scultore capace di forgiare un eccellente giornalista. Allo stesso modo, Francesca Senette, intervistata dal «Corriere della Sera», lo ricorda come un maestro che le insegnò a stare davanti a una telecamera, sostenendola fin dai suoi esordi nonostante la poca esperienza. «È stato un grande giornalista, alla guida del Tg4 era come un leone, quel notiziario ha fatto la storia», ha dichiarato a poche ore dalla sua scomparsa, sottolineando il debito professionale che molti gli riconoscono.




