Flotilla Gaza, Israele intercetta le navi al largo di Cipro
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Redazione Esteri
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La Flotilla Gaza diretta verso la Striscia è stata intercettata dalle forze israeliane al largo delle coste di Cipro, dove unità della marina militare hanno circondato e abbordato le imbarcazioni impegnate nella missione umanitaria partita dalla Turchia. Secondo quanto riferito dagli organizzatori della Global Sumud Flotilla, a bordo ci sarebbero almeno 35 italiani e almeno sette connazionali sarebbero stati fermati durante l’operazione. L’intervento israeliano è avvenuto in acque internazionali e ha provocato nuove accuse contro il governo guidato da Benjamin Netanyahu, già contestato per precedenti azioni contro le missioni dirette verso Gaza.
Le accuse contro Israele dopo l’intercettazione della Flotilla
L’operazione militare ha innescato immediate reazioni politiche. Riccardo Magi di Più Europa ha definito l’intervento “una nuova aggressione illegale”, accusando Israele di mostrare “disprezzo per il diritto marittimo internazionale, la libertà di navigazione in alto mare e la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare”. Durante un punto stampa in Piazza Montecitorio, Magi ha sostenuto che “ancora una volta la flotta israeliana interviene in acque internazionali in modo illegale contro la Flotilla”, chiedendo ai capi di governo europei e alle istituzioni dell’Unione Europea di intervenire “con la massima forza” nei confronti dell’esecutivo israeliano. Nelle dichiarazioni diffuse il 18 maggio 2026, il deputato ha anche collegato questi episodi alle future valutazioni della giustizia internazionale.
L’intercettazione delle imbarcazioni arriva in un contesto di forte tensione regionale, mentre il conflitto tra Israele e Iran continua ad allargare le proprie conseguenze oltre il Medio Oriente. Secondo quanto riferito dagli organizzatori della missione, le forze israeliane avrebbero sequestrato diverse barche della Flotilla dirette verso Gaza. Le operazioni si sarebbero svolte nel Mediterraneo orientale, lungo rotte civili utilizzate anche dalle missioni umanitarie. “Ci danno la caccia”, è una delle frasi riportate nelle ore successive all’abbordaggio, mentre continuavano a emergere informazioni sui fermati e sui contatti interrotti con alcune delle imbarcazioni coinvolte.
L’appello della Global Sumud Flotilla e i fermati
Parallelamente all’operazione condotta da Israele al largo di Cipro, la Global Sumud Flotilla ha rivolto un appello diretto al governo tunisino chiedendo il rilascio immediato di sette attivisti arrestati in Tunisia. In una nota, la Gsf ha domandato alle autorità di “ritirare immediatamente tutte le accuse” contro gli organizzatori detenuti e di procedere alla loro liberazione “senza ulteriori indugi”. La richiesta è arrivata mentre altri attivisti della stessa organizzazione venivano fermati durante l’intercettazione delle barche partite dalla Turchia pochi giorni prima.
La vicenda della Flotilla Gaza torna così a riportare l’attenzione sulle missioni civili dirette verso la Striscia e sulle contestazioni relative alla libertà di navigazione in alto mare. Le accuse mosse contro Israele riguardano soprattutto la natura dell’intervento in acque internazionali e il trattamento riservato agli attivisti a bordo delle imbarcazioni. Intanto continuano a emergere dettagli sui cittadini italiani presenti nella missione e sui fermati dopo l’abbordaggio effettuato dalla marina israeliana nel Mediterraneo orientale.




