L'effetto yo-yo dei farmaci dimagranti: quando la cura è solo una sospensione

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Quella che stiamo vivendo è stata definita l’età dell’oro dei farmaci dimagranti, una stagione in cui molecole nate per il diabete, dopo aver spopolato negli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump, conquistano ora le cronache e le prescrizioni di mezzo mondo. L’attenzione, spesso abbagliata dalla rapidità dei risultati, si concentra però quasi esclusivamente sull’efficacia iniziale, tralasciando una verità fisiologica che medici e pazienti si trovano a fronteggiare: il peso perduto, seppure in tempi brevi, tende a ritornare con altrettanta celerità, se non maggiore, una volta interrotta l’assunzione. Un paradosso, questo, che trasforma un successo terapeutico in una tregua temporanea, costringendo a considerare l’obesità per ciò che è, ovvero una patologia cronica e recidivante, come sancito dalla pionieristica legge italiana in materia.

Il parere dell'esperto: il legame indissolubile con la terapia continua

Proprio di questo delicato equilibrio tra benefici e limiti si è discusso in una recente puntata del programma “Medici e Medicina”, che ha visto la partecipazione dell’endocrinologo Federico Vignati, il quale, con il suo bagaglio di oltre un quarto di secolo nella cura del diabete e dell’obesità, ha contribuito alla stesura degli Standard Italiani per la Cura dell’Obesità. Il fulcro della sua analisi, ricca di subordinate e incisi che ne chiarivano il ragionamento, ha messo in guardia dall’idea di una soluzione definitiva. Farmaci come Wegovy e Ozempic, ha spiegato, rappresentano indubbiamente una svolta epocale, garantendo a molti una riduzione del peso reo clinicamente significativa; la loro azione, tuttavia, è vincolata alla persistenza della cura. Le evidenze scientifiche, ormai consolidate, dimostrano come la sospensione della terapia riporti, nell’arco di circa diciotto mesi, al punto di partenza, se non a situazioni peggiorative.

Il meccanismo dell'effetto rimbalzo: una fisiologia che resiste

Ciò che accade, del resto, non è dissimile dal classico effetto yo-yo osservato nelle diete ipocaloriche più drastiche. Il, sottoposto a un repentino calo ponderale, attiva una serie di risposte adattative – che qualcuno definisce di “carestia” – volte a preservare le riserve energetiche e a favorire il recupero del grasso perduto. Questo meccanismo, profondamente radicato nella nostra biologia, non viene disinnescato dai nuovi medicinali, il cui compito, piuttosto, viene temporaneamente sovrascritto. La rapidità del dimagrimento iniziale, se da un lato motiva il paziente, dall’altro prepara il terreno per un rimbalzo altrettanto veloce, creando un ciclo che può minare la fiducia e la salute stessa di chi vi si sottopone.

Oltre l'entusiasmo: la necessità di una visione d'insieme

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